“Un sogno che non è stato interpretato è come una lettera che non è stata letta” recita un antico scritto .
Un cavaliere che arriva da Girgenti e che si scaglia contro i templi di Agrigento non più un cavaliere della Mancia che si trova davanti ai mulini a vento . Ed è Toni Cucchiara , presente alla prima a Siracusa, porta in scena Don Chisciotto da Girgenti , personaggio amatissimo dal pubblico siciliano da oltre trent’anni. Riesce a far sorridere tutti , colti e ignoranti , perché così sono don Chisciotto e il suo fedele scudiero. Cast d’ eccezione Vincenzo Volo il caro fedelissimo Sancho Pansa e Ruben Rigillo il sognatore aspirante cavaliere , ma ancora Laura Sfilio nel ruolo di Dulcinea di Joppolo, Lucia Portale in quello di Nunna, Cosimo Coltraro (Don Pircoco), Emanuele Puglia (Don Cornelio), Pietro Casano (Ronzinante), Alex Caramma (Fra’ Nespola), Giovanna Mangiù (Lia) e Lorenza Denaro (Filomena). Con loro anche Ettore Iurato, Giorgia Morana, Lucio Rapisarda e Giada Romano nei panni dei popolani. Perfetta la colonna sonora, con il coordinamento musicale di Franco Lazzaro, con brani come «Sognare sì», «Caru Patruni» e «Alla scala dei turchi». Siciliane con tocchi futuristi le coreografie sono di Giorgia Torrisi Lo Giudice, le scene e i costumi di Vincenzo La Mendola. Bellissimi gli scatti di Stefano Buda. La storia è nota , fuggire dalla realtà verso altri luoghi o verso dimensioni oniriche per allontanarsi da una moglie che non si ama anzi che è stata imposta dal tempo che passava e dall insistenza del fedele Sancho , di lei fratello . Don Chisciotto pseudo “allittrato “ che prova a convincere chi incontra a vivere storie di libertà , di diritti negati , di finti cavalierati, e che trova la salvezza in Dulcinea che tranquillizza e addolcisce il sogno .
Ma cosa è il sogno ? E’ il nostro esplorare, viaggiare in luoghi comuni e non, intravedere una via di uscita. È la capacità di immaginare un futuro che ci distacca da una realtà vissuta, a volte stagnante, da ciò che si è acquisito come sapere stabilito e non rimovibile nel passato, elaborando nuovi pensieri per poter vivere in un mondo che cambia costantemente. Teatro, letteratura, musica e arte in generale, spesso trasmettono sogni: un esempio fra tutti è la casa cinematografica di Spielberg: si chiama Dreamworks Animation che significa “lavori di sogno” o “i sogni funzionano”. Saranno le sue origini , sarà che ha viaggiato dentro la fantasia per tanto tempo ma Spielberg è riuscito a trasformare il sogno in pellicola ed a riportarci nel sogno andando al cinema . E così Walt Disney amava dire ai suoi amici e collaboratori se lo puoi sognare , puoi farlo . Ha sognato topolini e animali parlanti e antropomorfi e ha accompagnato tutti nelle linee più leggere della fantasia . E invece Don Chisciotto ha solo sognato le vie di uscita ma non ha trovato nessuno con cui trasformare il sogno in realtà, risvegliandosi con i modi bruschi e volgari della moglie che gli ordinava di andare nei campi ad occuparsi di sementì e animali in compagnia del suo fido Sancho che almeno lui resterà reale .
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