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Omicidio Romano, definitiva la condanna a 30 anni per Attanasio

Diventa definitiva la condanna a 30 anni di reclusione per Alessio Attanasio. Anche la corte di Cassazione, rigettando il ricorso della difesa, ha ritenuto Attanasio esecutore materiale, assieme ad Angelo Iacono, dell’omicidio di Giuseppe Romano avvenuto la mattina del 14 gennaio 2001 in via Elorina all’altezza dell’ex Coca-Cola. Attanasio, difeso dall’avvocato Maria Teresa Pintus, aveva proposto ricorso per Cassazione contro la condanna alla pena di 30 anni di reclusione inflittagli dalla Corte d’Assise di Appello di Catania che ha confermato la sentenza di primo grado emessa dal Gup Simona Ragazzi del Tribunale etneo. I pubblici ministeri hanno basato l’accusa a carico di Attanasio suo riscontro alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Salvatore Lombardo, Attilio Pandolfino, Giuseppe Curcio, Dario Troni, Antonio Tarascio e Rosario Piccione. Sulla scorta delle loro dichiarazioni, infatti, la Procura distrettuale antimafia di Catania ha contestato ad Attanasio “di avere, in concorso con persona da identificare, attingendolo al capo ed al tronco con diversi colpi di pistola, cagionando la morte di Romano con l’aggravante di avere agito con premeditazione e con metodo mafioso al fine di agevolare l’attività del clan Bottaro, cui egli era affiliato, e del clan Santa Panagia nel cui interesse l’omicidio della vittima designata era stato deciso”. Alessio Attanasio si è sempre protestato innocente di aver commesso l’omicidio ma è stato smentito da molti pentiti tutti fuoriusciti dal clan mafioso Bottaro-Attanasio.

By Redazione

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