Un dolore invisibile che logora e anestetizza, portando con sé un vuoto: al Festival del Baglio, Francesca Astrei porta in scena “Io sono verticale” sulla depressione. Appuntamento il 28 luglio al Teatro del Baglio, Palazzo Filangieri di Villafrati (PA) per il monologo – a ingresso gratuito – che affronta la depressione con ironia, fragilità e desiderio di resistere.
Questo, è uno degli appuntamenti più significativi in programma al Festival vincitore del Premio della Giuria di Direction Under 30, e si è imposto come una delle esperienze più interessanti della nuova drammaturgia contemporanea.
Da esso emergono fragilità psicologica dallo sguardo umano, lontano da qualsiasi approccio clinico o moralistico.
Metafora di Lazzaro
Il punto di vista dello spettacolo è di chi vive la depressione, ma anche di chi la guarda dall’esterno. Sono gli occhi di familiari, amici e persone vicine che condividono e osservano, spesso impotenti, la sofferenza di chi si ama e si vuole bene.
Al centro della narrazione c’è la figura simbolica di Lazzaro, metafora di chi è avvolto nel proprio dolore e viene continuamente richiamato al respiro della vita. La sua storia è un modo per interrogarsi sul significato stesso del vivere, sulla fatica del tornare nel mondo e sulla complessità di una condizione, spesso invisibile agli occhi degli altri.
La verticalità come resistenza
Al centro dello spettacolo c’è anche la verticalità, evocata dal titolo, che diventa desiderio di resistere, necessità di rimanere presenti e tensione continua verso il mondo nonostante le difficoltà.
La scrittura di Francesca Astrei intreccia così autobiografia, costruzione poetica del quotidiano e una presenza scenica essenziale ma intensa, per un esperienza all’interno della vulnerabilità come occasione di riconoscimento e condivisione.
Info sull’artista Francesca Astrei
Attrice, autrice e performer Francesca Astrei è tra le figure emergenti del teatro contemporaneo italiano. La sua ricerca si muove tra scrittura autobiografica, drammaturgia contemporanea e indagine delle dinamiche emotive e relazionali, dando vita a lavori caratterizzati da una forte intensità espressiva e da un linguaggio scenico essenziale.
Nel 2025 riceve il Premio Ubu come Miglior Attrice/Performer Under 35, il più prestigioso riconoscimento teatrale italiano, confermando un percorso artistico già apprezzato dalla critica e dal pubblico. Con “Io sono verticale” conferma la capacità del teatro di trasformare esperienze personali in racconto collettivo.
