Il pedaggio Siracusa-Rosolini-Modica desta un “No” da parte del Comitato locale Futuro Nazionale.
Secondo il Comitato rischierebbe di gravare sull’economia locale, penalizzando i pendolari e isolando un territorio che combatte contro spopolamento generazionale e mancanza di adeguate infrastrutture alternative.
“Parlare di rilancio turistico ed eno-gastronomico per il Siracusano – dice il Comitato – per poi erigere barriere economiche all’ingresso del territorio, sarebbe una contraddizione palese. Per il Comitato avolese di Futuro Nazionale le difficoltà produttive dell’area non si combattono tassando il movimento, ma agevolando la connessione“.
“Evitare il pedaggio in queste zone franche dello sviluppo non è un favore campanilistico – dice Giovanni Rametta, – ma un atto di giustizia sociale ed economica. Lo Stato e la Regione investano sulla manutenzione e sulla gratuità di queste tratte, almeno finché il reddito medio pro capite e i livelli occupazionali non si saranno allineati al resto del Paese“.
A farne le spese sarebbero, dunque, le piccole e medie imprese locali che sostengono al momento disagi per il caroenergia e l’insularità e che vedrebbero lievitare i costi di trasporto delle merci. A ciò si aggiunge il problema della Statale 115, sostiene il Comitato, già satura e pericolosa che tornerebbe ad assorbire il traffico pesante di quanti andrebbero a evitare il casello, riproponendo il caos e l’altissima percentuale di sinistri del passato.
«Chi percorre queste strade per raggiungere gli ospedali, le sedi universitarie o i luoghi di lavoro non lo fa certo per diporto. Da Modica verso il Siracusano, il flusso veicolare risponde a un bisogno primario di sopravvivenza socio-economica. Applicare un pedaggio in un’area priva di alternative viarie sicure e veloci – conclude Rametta – significherebbe imporre una tassa sui diritti costituzionali essenziali».
