A Siracusa rinasce la Sezione territoriale dell’Opera Nazionale per i Caduti senza Croce (O.N.C.s.C.), storica associazione che – da oltre sessant’anni – opera per custodire la memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita senza avere una tomba, una lapide o un luogo in cui essere ricordati.
Parliamo di un ente apolitico e apartitico che si fonda sul dovere della memoria, promuovendo la ricerca storica, la divulgazione culturale e le iniziative commemorative, con particolare attenzione al coinvolgimento delle nuove generazioni. L’obiettivo è preservare il ricordo dei Caduti senza Croce, trasformandolo in patrimonio collettivo e in uno strumento di crescita civile.
La sezione di Siracusa come nuovo punto di riferimento
La ricostituzione della Sezione di Siracusa rappresenta un punto di riferimento per studiosi, scuole, associazioni e cittadini interessati ad approfondire la storia del nostro Paese e a promuovere i valori della pace, della dignità umana e della consapevolezza storica.
“Ricordare i Caduti senza Croce non significa celebrare la guerra, ma comprenderne il drammatico costo umano. Significa restituire dignità a coloro che sono rimasti senza una sepoltura e trasmettere alle nuove generazioni il valore della pace, della libertà e della convivenza tra i popoli”.
La Sezione di Siracusa promuoverà:
- conferenze,
- incontri culturali,
- attività didattiche,
- cerimonie commemorative
- progetti di ricerca storica.
Tutto questo collaborando con le istituzioni, il mondo della scuola e le realtà associative del territorio, per rendere la memoria diventi uno strumento di dialogo, conoscenza e crescita della comunità.
La guida della sezione Siracusa l’Opera Nazionale Caduti senza Croce
A guidare la Sezione territoriale sarà il Presidente Alessandro Maiolino, affiancato dal Vice Presidente Alberto Moscuzza, dal Segretario Francesco Saverio Paci e dall’Addetta alle Pubbliche Relazioni, Cav. Tiziana Vitanza.
L’iniziativa è aperta a chi condivide l’importanza di custodire e tramandare la memoria storica con rigore, equilibrio e rispetto, nella consapevolezza che un popolo capace di conoscere il proprio passato costruisce con
maggiore responsabilità il proprio futuro.
