Prosegue il confronto sul progetto da oltre 5,5 milioni di euro presentato dal Libero Consorzio di Siracusa nell’ambito dei fondi FESR 2021-2027 destinati al recupero naturalistico del fiume Ciane e delle Saline di Siracusa. Dopo la risposta dell’Ente alle osservazioni formulate dalle associazioni ambientaliste, queste ultime ribadiscono le proprie critiche, sostenendo che il piano finanziato non affronti la principale emergenza dell’area: il rifacimento dell’argine che separa le antiche vasche delle Saline dal mare.
Secondo le associazioni, l’erosione costiera avrebbe già determinato un arretramento dell’argine di circa 70 metri, con il rischio di una progressiva sommersione delle Saline entro la fine del secolo. Un problema riconosciuto dalla stessa documentazione progettuale, ma che, a loro avviso, non trova alcuna concreta risposta negli interventi previsti.
Nel mirino finisce anche la relazione progettuale aggiornata trasmessa dal Libero Consorzio, nella quale sono previste due distinte progettazioni per interventi di rinaturalizzazione e ripristino degli argini. Le associazioni ritengono che si tratti di attività strettamente connesse, la cui separazione potrebbe determinare affidamenti diretti invece di una procedura comparativa più ampia. Vengono inoltre sollevati dubbi sulla quantificazione dei costi e sull’utilità di predisporre progetti privi di una copertura finanziaria immediata.
Le perplessità riguardano anche la struttura complessiva del piano. Secondo i firmatari della nota, oltre l’80% delle risorse sarebbe destinato a servizi, studi e consulenze, mentre gli interventi materiali sarebbero limitati a circa 719 mila euro. Contestata inoltre l’assenza del progetto di fattibilità tecnico-economica per le opere previste e di alcuni elaborati ritenuti indispensabili dalla normativa sui contratti pubblici.
Le associazioni ricordano inoltre che il Tavolo tecnico convocato dal Libero Consorzio si è svolto quando il progetto era già stato presentato e che le osservazioni formulate da realtà come Legambiente, LIPU, Italia Nostra e Comitato Parchi non sarebbero state recepite.
Per questo chiedono all’Amministrazione di valutare la rinuncia al finanziamento di alcune delle opere previste, così da destinare le risorse al rifacimento dell’argine, ritenuto l’intervento prioritario per la tutela della Riserva del Ciane e delle Saline. Resta comunque confermata la disponibilità delle associazioni ad aprire un confronto con il Libero Consorzio e con l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente per individuare una soluzione condivisa.
