ROMA – Non accenna a spegnersi la bufera politica e giudiziaria scaturita dalla decisione del Tribunale di Milano di non convalidare la custodia cautelare in carcere per Youssef Zikher, accusato dalla Procura di essere l’istigatore delle manifestazioni sfociate in gravi disordini e devastazioni nel capoluogo lombardo.
Dopo l’intervento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si registra il durissimo affondo del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha pubblicato un video di sfogo sui propri canali ufficiali su X.
L’affondo di Salvini: «Reati gravissimi con finalità di terrorismo»
Nel suo intervento, il leader della Lega mette in discussione la decisione del magistrato di rimandare a casa l’indagato di fronte a imputazioni d’estrema gravità formulate dagli inquirenti:
«Youssef Zikher, classico italiano, rimandato a casa nonostante la Procura lo avesse incarcerato per accuse gravissime: istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità terroristica. Ma una giudice oggi ha detto: “Vai, non sei abbastanza pericoloso per rimanere in carcere”».
Youssef Siher, accusato di istigazione a delinquere con finalità terroristica, torna a casa: per una giudice non è abbastanza pericoloso da restare in carcere. E se alle prossime manifestazioni ci saranno nuove violenze e danni, CHI PAGHERÀ? La giudice? Youssef? https://t.co/WuBIDQy4Wj
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 28, 2026
Polemica sul magistrato e interrogativi sulla sicurezza
Salvini sposta poi l’attenzione sui precedenti impegni pubblici del magistrato firmatario del provvedimento e chiama in causa le responsabilità dirette in caso di nuovi scontri di piazza nei prossimi giorni:
«Peraltro una giudice che solo l’anno scorso aveva firmato un appello dei “Giuristi per Gaza”. Domanda al giudice e a Youssef: ma se nei prossimi giorni ci saranno altre violenze, altri incidenti e altri danni nelle manifestazioni a Milano e in tutta Italia, chi pagherà? Pagherà lei, signor giudice? Pagherà lei, signor Youssef?».
Le dichiarazioni del Vicepremier alzano ulteriormente la tensione dello scontro istituzionale in corso tra il Governo e settori della magistratura sulla gestione delle piazze e dei soggetti ritenuti responsabili delle recenti violenze urbane.
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