Delitto Noemi Impellizzeri, attesi gli esami istologici: il 6 novembre la svolta medico-legale sul soffocamento

I consulenti della Procura e i periti di parte analizzeranno al microscopio i preparati al Policlinico di Catania. L'accertamento chiarirà la dinamica esatta del decesso ed escluderà ogni tesi alternativa.
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RIPOSTO (CT) – All’intenso e minuzioso lavoro d’indagine scientifica condotto dagli specialisti del RIS di Messina sul delitto di Noemi Impellizzeri – la 33enne di Riposto trovata senza vita nella propria abitazione lo scorso 23 agosto – si affianca ora un nuovo e fondamentale passaggio sul fronte medico-legale.

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A distanza di un mese dall’esame necroscopico eseguito presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Catania, i consulenti nominati dalla Procura della Repubblica, i medici legali Giuseppe Ragazzi e Virginia Di Natale, hanno fissato per il prossimo 6 novembre, alle ore 15:30, la seduta dedicata alla visione microscopica dei preparati istologici.

Periti a confronto e nodo sul soffocamento

All’accertamento specialistico prenderanno parte, accanto ai Consulenti Tecnici della Procura, anche i periti di parte designati dalla famiglia della vittima, Veronica Arcifa e Rosario Pennisi, oltre al medico legale nominato dalla difesa dell’indagato.

La sessione di analisi al microscopio rappresenta uno snodo decisivo per sciogliere gli ultimi dubbi e integrare in modo definitivo le risultanze della relazione autoptica finale. L’esame servirà in particolare a confutare con rigore scientifico la tesi sulle cause che hanno determinato la morte, confermando l’esclusione di qualsiasi ipotesi alternativa rispetto al soffocamento.

Ricostruzione meccanica e temporale dell’aggressione

Gli accertamenti istologici in programma consentiranno di fare piena luce sulla sequenza temporale e meccanica del delitto. I medici legali dovranno stabilire se Noemi sia deceduta per l’effetto immediato del primo strappo di corda – che ha quasi completamente fratturato un osso cartilagineo nella regione anteriore del collo – oppure se il decesso sia sopraggiunto nella seconda e successiva fase della sospensione del corpo.

Si tratta di un dettaglio tecnico di primissimo piano che permetterà agli inquirenti di ricostruire con esattezza gli ultimi, drammatici momenti di vita della 33enne e di consolidare in modo definitivo il quadro indiziario a carico del responsabile.

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