Segnalati 2 casi di corruzione al Comune: entrambi archiviati

Sono due le segnalazioni anticorruzione pervenute al Comune di Siracusa. Ma entrambe si sono concluse con altrettante archiviazioni. E’ questo il bilancio di un anno relativa all’introduzione del cosiddetto whistleblowing, vale a dire la segnalazione di attività illecite nella Pubblica Amministrazione o in aziende private, da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza per ragioni di lavoro, con la previsione di apposite tutele per il denunciante.

Per fare il punto sulla situazione al Comune e verificare quanto finora fatto, il segretario generale, Danila Costa, nella qualità di Autorità anticorruzione dell’Ente, ha incontrato al Salone Borsellino dirigenti e funzionari titolari di posizioni organizzative: “Abbiamo richiamato le procedure previste dalla normativa affinché l’iter di segnalazione da parte del dipendente possa ritenersi correttamente adempiuto e ricordato inoltre le fattispecie che integrano le violazioni”.

La nuova disciplina stabilisce che il dipendente che nell’interesse della Pubblica Amministrazione segnali al responsabile Anticorruzione dell’Ente, all’Anac o alle autorità giudiziarie e contabili le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro, non possa essere soggetto, a seguito della segnalazione, a sanzioni o essere “demansionato”, licenziato, trasferito o sottoposto a altre misure organizzative che abbiano un effetto negativo sulle condizioni di lavoro. Spetterà poi all’Amministrazione l’onere di provare che le eventuali misure adottate nei confronti del segnalante sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. In questo caso i provvedimenti adottati nei confronti del dipendente sarebbero nulli ed il segnalante, se licenziato, avrebbe diritto alla reintegra nel posto di lavoro e al risarcimento del danno.

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