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Sicilia, a Ispica la storia del Mediterraneo riaffiora dai fondali, il relitto nel docufilm di Scorsese

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Rinvenuto al largo di Santa Maria del Focallo, nel territorio di Ispica, un relitto greco databile tra il VI e il V secolo a.C., che giace a sei metri di profondità. Il risultato arriva al termine dell’ultima campagna di archeologia subacquea condotta dal Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine e dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Oltre alla struttura della nave, le ricerche hanno permesso anche di trovare l’albero dell’imbarcazione, ceramiche a figure nere, un piccolo unguentario con incisa in lingua greca la parola “NAU” (nave) e un pezzo di cima utilizzata a bordo e sono stati inoltre documentati i resti, attraverso rilievi diretti e riprese fotogrammetriche, che hanno permesso di generare un modello tridimensionale. Nel corso della campagna sono state condotte una serie di verifiche nello stesso tratto di costa, su altri potenziali siti, utili non solo alla comprensione e tutela di questo tratto di mare, ma anche per programmare le future ricerche.  Per la seconda campagna di studio sul relitto arcaico di età greca di Ispica, l’Università di Udine ha ricevuto un contributo di sponsorizzazione dalla Sunk Costs Productions che, insieme alla Sikelia Productions di Martin Scorsese, sta lavorando al progetto cinematografico “Shipwreck of Sicily”. Nel corso dello scavo di Ispica, alle attività scientifiche sono state alternate fasi di riprese cinematografiche che serviranno alla realizzazione di questo docufilm co-prodotto dal celebre regista americano. Per l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, «la collaborazione tra la Regione Siciliana e l’Università di Udine continua a dare grandi risultati scientifici. Questo progetto è un esempio concreto di come il lavoro congiunto possa arricchire la conoscenza della nostra storia.

 

 

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