Ci sono volti che appartengono al cinema, ma che finiscono per appartenere anche alla memoria di chi quel cinema lo ha amato.
Volti che, anche quando il tempo porta via gli uomini, continuano a vivere attraverso una pellicola, una fotografia, una scena, uno sguardo. È questa la sensazione che provo quando penso a Cristea Avram, conosciuto dal pubblico internazionale come Chris Avram, uno straordinario attore romeno che seppe conquistare il cinema europeo e italiano.
Nato a Bucarest il 28 agosto 1931, Avram si formò artisticamente nella sua Romania, iniziando dal teatro e arrivando presto al cinema.
Aveva eleganza, presenza scenica e quello sguardo particolare che davanti alla macchina da presa riusciva a diventare immediatamente riconoscibile.
Non era soltanto un attore: era uno di quei personaggi capaci di lasciare una traccia.
La sua carriera attraversò presto i confini della Romania e lo portò prima in Francia e poi nel nostro Paese.
Un passaggio importante nella sua vita fu l’incontro con la grande attrice francese Marina Vlady, conosciuta durante la lavorazione di Steaua fără nume. Tra i due nacque una relazione che avrebbe contribuito a cambiare profondamente il destino dell’attore romeno.
Fu così che iniziò per Avram una nuova stagione professionale. L’Italia degli anni Sessanta e Settanta viveva uno dei periodi più fertili della propria storia cinematografica e l’attore riuscì a inserirsi perfettamente in quell’ambiente, diventando un volto familiare per il pubblico.
La sua filmografia è ricca e attraversa generi molto diversi: dal thriller al giallo, dal western al poliziesco, dalla commedia al cinema erotico.
Lo ritroviamo in film come Delitto al circolo del tennis, Reazione a catena di Mario Bava, W Django!, I senza Dio, Number One, Milano trema – la polizia vuole giustizia, L’assassino ha riservato nove poltrone, Il commissario di ferro e Il commissario Verrazzano, fino alle produzioni degli anni Ottanta.
Decine di pellicole che testimoniano la sua versatilità e la capacità di adattarsi alle esigenze di una cinematografia popolare e internazionale, senza perdere quell’eleganza che lo aveva contraddistinto fin dagli esordi.
Dietro quelle immagini, tuttavia, c’era un uomo che aveva conosciuto profondamente la vita, i suoi cambiamenti, gli amori e le separazioni.
Aveva lasciato la Romania, attraversato l’Europa e costruito lontano dalla terra natale una carriera importante, diventando a tutti gli effetti un interprete del cinema europeo.
Poi arrivò il capitolo più doloroso della sua storia.
Chris Avram morì a Roma il 10 gennaio 1989. Aveva soltanto 57 anni.
Era gravemente malato e le fonti biografiche attribuiscono la sua morte a un tumore, indicato da diverse fonti romene come cancro ai polmoni. La malattia aveva ormai segnato profondamente gli ultimi anni della sua vita, ponendo fine troppo presto al cammino di un attore che aveva ancora molto da offrire.
La capitale italiana, dove aveva scelto di vivere e lavorare, fu dunque anche il luogo della sua scomparsa.
Lontano dalla Romania nella quale era nato, Avram aveva ormai legato la propria storia personale e professionale all’Italia.
Oggi il suo nome forse non è conosciuto dalle nuove generazioni come meriterebbe. Ma basta recuperare uno dei suoi film per capire perché quell’uomo riuscì a conquistare il pubblico.
Io credo che ricordare questi artisti sia un dovere.
Il cinema non è fatto soltanto dai grandissimi nomi che tutti conoscono. È fatto anche da quegli interpreti che, pellicola dopo pellicola, hanno contribuito a costruire un’epoca. Uomini e donne che hanno lavorato spesso lontano dai riflettori della fama eterna, ma che hanno regalato emozioni, personaggi e momenti destinati a rimanere.
Chris Avram è uno di loro.
Un ragazzo nato a Bucarest che diventò un attore internazionale.
Un artista romeno che attraversò la Francia e trovò in Italia una seconda patria artistica e umana.
Un volto elegante e inconfondibile, capace di attraversare generi e cinematografie differenti.
E mentre oggi lo ricordiamo, resta la testimonianza di una stagione nella quale il cinema non conosceva confini e gli interpreti potevano diventare parte di culture cinematografiche lontane da quella d’origine.
Cris Avram: l’attore dalla ricca filmografia
