Siracusa, bufera sulla gara dei tributi da 7,3 milioni: Mangiafico (Civico 4) ne chiede il ritiro in autotutela

Sotto accusa la clausola sociale per i 33 lavoratori storici, la storia delle proroghe alla precedente ATI e i potenziali ostacoli alla libera concorrenza nel capitolato.
Seguici e aiutaci a crescere

Read this article in English

SIRACUSA – Torna a infiammarsi lo scontro politico e amministrativo al Comune di Siracusa attorno al nuovo bando da oltre 7,3 milioni di euro per l’affidamento triennale del servizio di supporto alla gestione delle entrate comunali. A chiedere il riesame ed eventualmente il ritiro in autotutela della documentazione di gara è Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4 e portavoce dei fari 80, 131 e 135 di Controcorrente.

Pubblicità

Prendendo lo spunto dall’accertamento straordinario sugli affidamenti sotto soglia annunciato dal Sindaco, Mangiafico sollecita la necessità di accendere i riflettori anche sui bandi sopra soglia, evidenziando come diverse procedure storiche del Comune abbiano registrato la presenza di un solo partecipante o idoneo.

I 4 nodi critici evidenziati da Mangiafico

Nel suo circostanziato intervento, il leader di Civico 4 articola l’analisi su quattro direttrici fondamentali che mettono a rischio la regolarità e l’efficacia del bando:

  1. Tutela e discrepanze sui 33 lavoratori uscenti: La nuova documentazione stima 35 lavoratori (di cui 32 part-time, pari a 27 unità a tempo pieno), creando opacità rispetto al bacino storico di 33 dipendenti e rischiando di subordinare la continuità occupazionale e retributiva alle sole scelte del futuro aggiudicatario. Preoccupa anche il calo del corrispettivo fisso annuo (passato dai 1,865 milioni del 2021 ai 1,690 attuali) a fronte di un costo della manodopera stimato dalla Fiom in circa 3,54 milioni nel triennio.
  2. Lo storico delle proroghe (5 anni di gestione): L’affidamento uscente gestito dall’Ati Municipia-TopNetwork ha coperto 36 mesi ordinari e ben 24 mesi di proroga. Si richiede l’ostensione pubblica di tutti gli atti autorizzativi ed economici che hanno giustificato l’estensione del rapporto contrattuale, per evitare che la continuità del servizio si trasformi in una zona franca rispetto alla corretta programmazione.
  3. Rischi di barriere alla concorrenza: Il bando impone l’integrazione e la specularità con specifiche piattaforme già in uso all’Ente (come Suite Plus Plus e Civilia Next). Senza una preventiva trasparenza su costi tecnologici, interfacce e principio di equivalenza, la norma rischia di favorire illegittimamente i gestori uscenti o fornitori già strutturati.
  4. Qualità del servizio e autonomia dell’Ente: Dopo un quinquennio di gestione esterna, il Comune deve dimostrare se le banche dati e i tassi di riscossione siano effettivamente migliorati o se l’appalto finisca per perpetuare una dannosa dipendenza tecnologica dall’esterno.

L’appello all’Amministrazione

«La tutela dei lavoratori, la libera concorrenza tra le imprese e l’interesse dei cittadini non sono questioni separate, ma condizioni imprescindibili della buona amministrazione», dichiara Michele Mangiafico. «Trattandosi di una gara da oltre 7 milioni che incide sulla capacità dell’Ente di contrastare l’evasione e gestire le proprie entrate, auspichiamo un surplus di attenzione con l’avvio di una verifica complessiva ed eventualmente il ritiro in autotutela degli atti prima che si producano effetti irreversibili».

Ricevi le notizie di WLTV su Telegram, appena escono: iscriviti al canale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts