Siracusa – Fermo cantieri per caldo, edili su dati Inps

Siracusa, 1 settembre ’21 – Tutti lo sospettavano, noi avevamo la certezza, ora arrivano i dati a confermare una diffusa pratica potenzialmente rischiosa e al di fuori delle regole. Solo il 25% delle imprese ferma le attività in caso di giornate particolarmente calde. Sono state 125 le imprese del settore edile che, nelle giornate del 23 e del 24 giugno 2021, hanno fermato le attività a fronte di 689 aziende che hanno effettuato versamenti nel mese di giugno. La proporzione è evidentemente diversa, farebbe 18%, ma si devono considerare anche le attività che si svolgono all’interno degli edifici, in zone più ventilate e all’ombra che consentono ai lavoratori di svolgere le attività senza rischi per la salute rimanendo al di sotto dei limiti previsti.

Questo l’esito della prima indagine dettagliata che le organizzazioni sindacali del settore edile FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Siracusa – grazie al conforto di dati statistici e anonimi rilasciati dalla sede provinciale INPS a cui è stata inoltrata una richiesta di accesso civico sui numeri della cassa integrazione per eventi atmosferici – hanno voluto monitorare e valutare il rischio caldo che quest’anno è stato senza precedenti e che non sarà l’ultimo. “Lo abbiamo già affermato in precedenza e lo ribadiamo – hanno commentato i rappresentanti di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Severina Corallo, Gaetano La Braca e Salvo Carnevale – Faremo la stessa verifica per le giornate di luglio e agosto, non appena avremo dati consuntivi. Nel frattempo stiamo predisponendo e delineando una serie di esposti agli organismi competenti. Il dato è drammatico e merita l’impegno di tutti i soggetti preposti”.

Per il sindacato dei lavoratori edili bisogna individuare criteri nuovi e più celeri che dentro lo steccato normativo consentano un rapido accesso alla cassa integrazione per eventi atmosferici può avere un effetto positivo sulla sicurezza.

Un numero di istanze così basso – concludono Corallo, La Braca e Carnevale – dimostra quanto si è lontani dalla cultura della sicurezza, bisogna ancora lavorare e sensibilizzare e, in maniera complementare, avviare una decisa e diffusa campagna sanzionatoria su chi ancora considera il capitolo della sicurezza dei lavoratori solo un costo a perdere. È importante sottolineare come nel mese di luglio anche il Comitato di Vigilanza territoriale Inail si sia espresso per l’avvio di un tavolo tecnico provinciale che affronti in maniera risolutiva questa emergenza.” Da tenere presente che già a giugno i sindacati di categoria avevano posto il problema caldo all’attenzione di Asp, Prefettura, Spresal e assessorato regionale alla Salute

Comments

comments

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.