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Siracusa Pride 2026, il Comitato: trasparenza, dialogo e rispetto

Dopo gli interventi di questi giorni che hanno animato una querelle sulla scelta della madrina del Siracusa Pride 2026, a parlare è il Comitato della manifestazione.

Un intervento non immediato è stata una decisione consapevole sostiene: “Dettata dalla necessità di metabolizzare la valanga di odio, gli attacchi personali e i giudizi gratuiti che hanno investito il Comitato e le persone che, prima ancora che rappresentanti di associazioni, ne fanno parte. Abbiamo preferito non alimentare ulteriormente il clima di tensione, convinti che il tempo del confronto dovesse arrivare solo dopo aver ritrovato la serenità necessaria per affrontare questa vicenda con equilibrio e senso di responsabilità“.

Il lavoro dietro le quinte della polemica

Durante le polemiche il lavoro del Comitato è andato avanti per costruire il Siracusa Pride: “Dietro ogni scelta, ogni riunione e ogni decisione ci sono persone che mettono a disposizione tempo, competenze e passione, spesso in maniera del tutto volontaria, con un unico obiettivo: realizzare una manifestazione capace di rappresentare e accogliere l’intera comunità LGBTQIA+“.

La “questione” Parisi

Il Comitato ha evidenziato, inoltre, come il messaggio diffuso da Heather Parisi ha contribuito a chiarire le posizioni che avevano alimentato il dibattito, confermando che il confronto diretto rappresenta lo strumento più efficace per superare incomprensioni ed evitare valutazioni affrettate.

Le decisioni sono maturate esclusivamente nell’interesse della manifestazione e della comunità LGBTQIA+ che essa rappresenta, senza retroscena, accordi riservati o volontà di escludere alcuno. Per questo motivo, riteniamo che l’intera vicenda avrebbe meritato un confronto aperto, sincero e costruttivo all’interno della plenaria, luogo naturale del dialogo e della condivisione, anziché una presa di posizione pubblica diffusa unilateralmente da due associazioni non più aderenti al Comitato (Agedo Siracusa e Stonewall).

Una scelta che ha inevitabilmente alimentato tensioni e trasmesso all’esterno l’immagine di una contrapposizione che avrebbe potuto essere affrontata e risolta attraverso il dialogo, senza trasformarsi in uno scontro tra realtà che condividono gli stessi valori e gli stessi obiettivi“.

Una manifestazione sulla cultura della non violenza

La manifestazione promuove da sempre la cultura della non violenza, “che essa sia fisica o verbale fatta di toni esasperati, accuse personali e contrapposizioni che non contribuiscono a costruire una comunità più forte e coesa.

Le differenze di opinione non rappresentano un problema: sono parte integrante di ogni percorso democratico e partecipato. Ciò che fa la differenza è il metodo con cui vengono affrontate. Il rispetto reciproco, l’ascolto e il confronto devono sempre prevalere sullo scontro“.

Il messaggio del Pride: ascolto, dialogo e spirito di condivisione

Il Comitato fa presente, dopo tutte le polemiche che ad emergere è una certezza: “quando ci si concede il tempo di ascoltare, chiarire e dialogare, molte incomprensioni trovano naturalmente una soluzione. È questo lo spirito che continuerà a guidare il Siracusa Pride.

Continueremo a lavorare con trasparenza, responsabilità e spirito di condivisione, perché il Pride appartiene a tutta la comunità. La sua forza risiede nella capacità di unire, costruire ponti e valorizzare le differenze, mai di alimentare divisioni. È con questo spirito – conclude – che il Comitato continuerà il proprio lavoro fino al giorno della manifestazione e oltre, nell’interesse esclusivo della comunità e dei valori di inclusione, rispetto e partecipazione che il Siracusa Pride rappresenta“.

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