La protesta inscenata questa mattina da Paolo La Mesa davanti alla Prefettura di Siracusa ha prodotto un primo risultato. L’uomo, siracusano, oggi impiegato nei servizi di sicurezza e guardiania per la Giaguaro Service, sarà ricevuto domattina nell’ufficio del capo di Gabinetto della Prefettura.
La vicenda che lo ha portato alla protesta affonda le radici nell’autunno del 2013, quando La Mesa lavorava come guardia giurata. In quell’occasione intervenne per sventare il furto di un carico di ortaggi. Secondo la ricostruzione dei fatti, durante la fuga i malviventi tentarono prima di aggredirlo con una torcia e successivamente gli puntarono contro un’arma.
Per difendersi e fermare la fuga del mezzo, il vigilante esplose un colpo di pistola, colpendo gli pneumatici del veicolo. A seguito di quell’episodio gli vennero sequestrate l’arma di servizio e revocati la licenza e il porto d’armi, provvedimenti che ebbero pesanti ripercussioni sulla sua attività lavorativa.
Negli anni successivi, però, la vicenda giudiziaria ha registrato sviluppi favorevoli per La Mesa. Tra questi figurano diverse pronunce che gli hanno dato ragione, comprese le sentenze di assoluzione relative ai procedimenti a suo carico e una recente decisione del Tribunale amministrativo regionale (Tar), che ha accolto il suo ricorso.
L’incontro fissato per domani in Prefettura rappresenta il primo effetto concreto della protesta e potrebbe aprire un nuovo confronto sulla vicenda amministrativa che da oltre un decennio coinvolge l’ex guardia giurata.
