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Terzo mandato, aumenta il fronte dei sindaci: in 20 chiedono il rispetto della legge con Carta

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Aumentano le adesioni all’iniziativa promossa dal sindaco di Melilli Giuseppe Carta per la questione verificatasi domenica scorsa: l’appello di 18 sindaci ed ex sindaci di Dc e Lega schierati a favore di Leonardo Burgio, sindaco di Serradifalco al terzo mandato nonostante la legge siciliana lo vieti.

Ma Carta per primo con ora altri 19 sindaci e due presidenti di Libero Consorzio avanzano il rispetto della normativa vigente sui limiti di mandato e una riforma organica con chiare e uniformi per tutti i Comuni siciliani.

Le firme dei contro all’appello

Il sostegno contro il terzo mandato varia per zone:

  • Nel catanese: Enzo Santonocito, sindaco di San Pietro Clarenza, Pippo Greco, sindaco di Grammichele, Edmondo Pappalardo, sindaco di Trecastagni, Santo Antonio Raciti, sindaco di Santa Venerina, Danilo Parasole, sindaco di San Michele di Ganzaria, Franco Barchitta, sindaco di Scordia;
  • Palermo: Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina, Giuseppe Oddo, sindaco di Campofiorito, Marcello Catanzaro, sindaco di Isnello; 
  • Siracusa: Francesco Italia, sindaco di Siracusa, Vincenzo Parlato, sindaco di Sortino, Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla e Presidente libero consorzio Siracusa, Mirella Garro, sindaco di Cassaro; 
  • Agrigento: Lillo Bongiorno sindaco di Racalmuto, Dino Zimbardo sindaco di San Giovanni Gemini, Vito Terrana sindaco di Campobello di Licata, Milco Dalacchi sindaco di Naro, Giuseppe Pendolino sindaco di Aragona e presidente del Libero Consorzio di Agrigento; 
  • Messina: Antonino Caselli, sindaco di Torregrotta.

Politici ed esponenti rimarcano l’importanza del rispetto alle leggi vigenti, mentre spetterà poi al legislatore regionale affrontare la questione e approvare una disciplina organica per assicurare certezza del diritto, continuità amministrativa e parità di trattamento tra tutti i sindaci siciliani.

Le regole – dicono – si modificano nelle sedi istituzionali, attraverso un confronto trasparente e un voto palese, non attraverso sanatorie costruite intorno a singoli casi”.

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