Mafia

Sequestrati beni per 40 milioni ad un ex pentito di mafia

Sequestrati beni per 40 milioni ad un ex pentito di mafia

La Guardia di finanza ha dato esecuzione al provvedimento del tribunale di Catania con il quale è stato disposto il sequestro del patrimonio riconducibile a Fabio Lanzafame, 43enne, ex collaboratore di giustizia, ritenuto vicino alla cosca mafiosa Santapaola-Ercolano e al clan Cappello-Bonaccorsi. I beni sono stati sequestrati tra Catania, Siracusa, Gorizia e in Romania a Bucarest e Pitesti, per un valore di oltre 40milioni di euro. Lanzafame era stato condannato alla pena di sette anni per il suo ruolo di organizzatore di un'associazione dedita all'esercizio del gioco e scommesse, truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio…
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Sequestrati beni per un milione a presunto affiliato clan Attanasio

Sequestrati beni per un milione a presunto affiliato clan Attanasio

Beni stimati in un milione di euro sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia di Catania a un 46enne recentemente condannato per associazione mafiosa per avere fatto parte della cosca Attanasio, attiva a Siracusa. Si tratta del 46enne siracusano Luigi Scollo, coinvolto nella recente operazione antimafia denominata "Borgata" per la quale è sotto processo e il pm Aliotta ha chiesto per lui la condanna a 12 anni di reclusione. Nei suoi confronti è stato eseguito un provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale del capoluogo etneo che ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore di Catania e dal…
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Mafia – Omicidi Vecchio e Rovetta, perquisizione in corso a Messina

Mafia – Omicidi Vecchio e Rovetta, perquisizione in corso a Messina

Gli imprenditori Alessandro Rovetta e Francesco Vecchio sarebbero stati uccisi il 31 ottobre 1990 nel sito dell'Acciaierie Megara di Catania dalla mafia per il rifiuto di cedere alle richieste di 'pizzo'. E dopo il duplice omicidio la società decise di "corrispondere a Cosa nostra un miliardo di lire provenienti da provviste in nero appositamente create nella gestione" della società. Un pagamento per cui avrebbe svolto un ruolo da mediatore Vincenzo Vinciullo, 81 anni, che è indagato, e nei cui confronti è in corso, a Messina, una perquisizione eseguita dalla Dia e dal nucleo di polizia giudiziaria interforze della Procura generale…
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Cannata (FdI): “Sempre dalla parte di chi combatte la mafia e costruisce legalità”

Cannata (FdI): “Sempre dalla parte di chi combatte la mafia e costruisce legalità”

"Esprimo piena solidarietà alla cooperativa Beppe Montana – Libera Terra, colpita da un devastante incendio che ha distrutto circa 20 ettari di grano duro biologico in contrada Cuccumulla, a Lentini. Un danno enorme, economico e simbolico, che ferisce chi ogni giorno lavora con impegno per restituire dignità, legalità e sviluppo a territori strappati alla criminalità organizzata”. Lo dichiara l’on. Luca Cannata, deputato nazionale di FdI, in merito al rogo avvenuto a Lentini. “Chi semina legalità e lavoro – sottolinea il parlamentare – non può e non deve essere lasciato solo. Saremo sempre al fianco di chi, con coraggio e senso…
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Calcio: Foggia liberato dalle mani della mafia

Calcio: Foggia liberato dalle mani della mafia

Era di origine mafiosa la campagna di intimidazione e di azioni violente diretta a costringere il presidente della società sportiva Foggia Calcio 1920 a dimettersi e a cedere il controllo dell’azienda.È il risultato dell’indagine svolta dagli investigatori della questura di Foggia che ha portato all’esecuzione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria adottata dal tribunale di Bari, nei confronti della Società sportiva, su proposta congiunta del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del Procuratore distrettuale di Bari e del Questore di Foggia.Contestualmente è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone accusate di tentata estorsione verso il…
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Mafia: in carcere il presunto boss di Agira (Enna) e due fedelissimi (video)

Mafia: in carcere il presunto boss di Agira (Enna) e due fedelissimi (video)

Faceva gli interessi di Cosa nostra nel comune ennese di Agira ma è stato arrestato, con un blitz, dai poliziotti della Squadra mobile della questura di Enna e da quelli del commissariato di Leonforte (Enna). L’accusa è di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, furto e danneggiamento seguito da incendio. [aiovg_video id=192765] Insieme al presunto referente di zona della mafia, sono finiti in carcere altre due persone mentre per una terza persona, è scattato l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. In questo caso i reati contestati sono estorsione, violenza privata e lesioni personali, tutti aggravati dal metodo mafioso. Nell’operazione…
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Mafia e narcotraffico, 22 arresti a Siracusa

Mafia e narcotraffico, 22 arresti a Siracusa

Nelle prime ore odierne, agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura della Repubblica- Direzione Distrettuale [aiovg_video id=191468] Antimafia, a carico di 22 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante di cui all’art. 416 bis 1 del codice penale, detenzione, porto illegale di armi da sparo con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e ricettazione.
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Omicidio Pier Santi Mattarella: indagati i due esecutori materiali

Omicidio Pier Santi Mattarella: indagati i due esecutori materiali

A distanza di quarantacinque anni ci sarebbero i nomi di coloro che la mattina del 6 gennaio 1980 hanno ucciso l'allora presidente della Regione siciliana, Piersanti Mattarella. La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati due persone ritenute gli assassini del fratello del presidente della Repubblica. L'ex presidente della Regione siciliana fu ucciso 45 anni fa, il 6 gennaio del 1980 a Palermo sotto gli occhi della moglie Irma e dei figli, Bernardo e Maria. Secondo quanto scrive oggi Repubblica, ci sarebbe una svolta nell'inchiesta riaperta sull'assassinio del politico, fratello del capo dello Stato Sergio Mattarella. I due…
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Mafia: scarcerato dal 41 bis per decorrenza dei termini, ma il boss Corona dovrà vivere fuori dalla Sicilia

Mafia: scarcerato dal 41 bis per decorrenza dei termini, ma il boss Corona dovrà vivere fuori dalla Sicilia

I carabinieri di Palermo hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di Giuseppe Corona, 56 anni, che nei giorni scorsi è stato scarcerato per decorrenza dei termini mentre si trovava in carcere al 41 bis, sollevando un vespaio di polemiche.La corte d'appello di Palermo, su richiesta della procura generale, ha ora applicato nei confronti dell'imputato, la misura cautelare del divieto di dimora in Sicilia, l'obbligo di permanenza nell'abitazione in orario notturno e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria del luogo dove dimorerà. Corona, arrestato nel 2018 con l'accusa di associazione mafiosa è stato condannato lo scorso mese di marzo dalla…
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Imprenditore manifesta al tribunale ripulendo aiuola e lapide

Imprenditore manifesta al tribunale ripulendo aiuola e lapide

Ha inscenato una nuova manifestazione di protesta un imprenditore carlentinese di 57 anni che sostiene di essere stato danneggiato dalla mafia. Questa mattina, come molte altre volte nel recente passato, si è fermato davanti al palazzo di giustizia di viale Santa Panagia con un cartello che recita "No alla mafia". Chiede giustizia per presunti torti che avrebbe subito in passato e per rendere particolare il sit in odierno, ha pensato bene di ripulire dalle erbacce la lapide con la scritta Tribunale di Siracusa proprio davanti al palazzo. "Ho fatto un gesto simbolico - spiega Giuseppe Ciciulla - per fare comprendere…
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