Our website use cookies to improve and personalize your experience and to display advertisements(if any). Our website may also include cookies from third parties like Google Adsense, Google Analytics, Youtube. By using the website, you consent to the use of cookies. We have updated our Privacy Policy. Please click on the button to check our Privacy Policy.

Nell’era digitale: quella triangolazione tra giornalisti, pseudo tali o blogger

Oggi grazie ai Social siamo diventati, tutti giornalisti; solo qualcuno si attiene alle regole della buona creanza, per fortuna che ancora si trova, ma il vero dramma è che in molti hanno la presunzione di atteggiarsi a giornalisti esperti facendo tesoro delle proprie convinzioni, per poi ingannare il mondo intero. Quest’informazione moderna è falsata ed è ormai all’ordine del giorno dalle notizie false alla manipolazioni della cronaca. Nel giornalismo è vero che esistono delle regole, ma tra giornalisti iscritti all’Ordine e non per chi si spaccia operatore dell’informazione solo perché scrive su Facebook o altri Social: o si è iscritti all’Ordine e quindi si può essere definiti giornalisti o si è blogger, oppure semplice cittadini che scrivono e pubblicano la cronaca presente nel Web; ma si può essere anche ex giornalista se cancellati dall’Albo, o giornalista in pensione. Non c’è una via traversa: il medico è medico, l’avvocato è avvocato e via dicendo.

Se oggi in molti si trovano ad avere idee confuse su molti temi di politica, sanità e tanti altri, è proprio perché l’informazione globalizzata ha voluto creare questa realtà, in buona o cattiva fede. E questo anche quando il messaggio stesso è contestualizzato dall’opinione, legittima, di chi comunica in buona fede. Diversamente è l’uso strumentale del messaggio, quando si cerca di enfatizzare una notizia o di metterla maggiormente in risalto perché funzionale per interessi personali o si vuole perseguire fini di consenso politico, sociale o di semplice apparizione in pubblico.

Ecco perché, ogni pseudo, così come vero giornalista, dovrebbe seguire la buona fede e non seminare “zizzanie”. Accanirsi contro qualcuno solo per invidia o antipatia è oltremodo puerile, e questo deve valere sia per i giornalisti iscritti all’Ordine, sia per tutti quelli che usano la scrittura per un motivo o per un altro, e non importa tutto il resto, perché si dice: chi è causa del proprio male pianga se stesso.

Salvatore Ricco Galluzzo    

 

By Redazione

Related Posts