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Siracusa al 104° posto per speranza di vita alla nascita

Il presidente della Repubblica Mattarella è intervenuto ieri, ribadendo che per quanto riguarda la sanità «sono necessarie una strategia unitaria e la collaborazione tra le istituzioni per superare gli intollerabili divari tra i diversi sistemi sanitari regionali e per garantire una copertura universale e un accesso uniforme alle prestazioni sull’intero territorio della nostra Repubblica. Obiettivi irrinunciabili del Servizio sanitario nazionale».

“Parole chiare, inequivocabili – dichiara il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello – e ricordiamo a tal proposito come in Sicilia non siano garantiti ai cittadini i livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea), le prestazioni e i servizi sanitari che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini. La nostra regione non raggiunge infatti la soglia della sufficienza, fissata in 60, nell’area della prevenzione (46,55) e in quella distrettuale (50,45) e la supera di poco, con 69,11, nell’area ospedaliera”.

“Fino a quando sarà accettabile che in Italia, a secondo della fortuna di dove si nasce, vi sia una aspettativa di vita (il numero di anni che mediamente una persona può attendersi di rimanere in vita) che può arrivare a quasi quattro anni di differenza? Se nasci a Siracusa hai una speranza di vita di 81,6 anni, di gran lunga inferiore rispetto a realtà come Firenze (84,7 anni), Milano (84,4) Roma (83,7), per non parlare degli 85 anni di Trento e di Bolzano.

Non possiamo quindi che concordare con il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta quando afferma che prevenzione e promozione della salute rappresentano i pilastri per ridurre l’incidenza delle malattie e contribuire alla sostenibilità del SSN. Ma Cartabellotta evidenzia anche come, se da un lato i cittadini sono in lista di attesa per esami diagnostici non sempre appropriati, dall’altro sono in tantissimi a non aderire ai

programmi di screening organizzati. Siamo pienamente disponibili – prosegue Salvo Sorbello, che è anche presidente del comitato consultivo aziendale dell’Asp di Siracusa – a sostenere lo sforzo organizzativo per far sì che cresca la adesione agli screening: servono maggiori informazioni, strategie di comunicazione efficaci e coinvolgimento attivo dei cittadini. Perché aderire agli screening organizzati significa diagnosi precoce, trattamento tempestivo delle lesioni pre-cancerose, un numero maggiore di guarigioni definitive, meno sofferenze per i pazienti, costi minori per il SSN e, soprattutto, meno decessi per tumore.

L’obiettivo – conclude Salvo Sorbello – deve quindi essere quello di riavvicinare la sanità ai cittadini e al territorio, fornendo risposte adeguate in termini di assistenza e cure.  Per evitare che nei prossimi anni la longevità nostra e delle future generazioni si riduca drasticamente, occorre incrementare la spesa per la sanità, tenendo conto soprattutto dei livelli di deprivazione e dei bisogni di cura delle regioni meridionali e della Sicilia in particolare. Non dimenticando mai che Siracusa continua a rimanere l’unico capoluogo siciliano che dispone di un ospedale risalente a più di 70 anni fa”.

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