Disabilità psichica e lavoro, Auteri: “Passo avanti concreto verso una vera equità nei diritti”

Via libera alla norma che introduce novità rilevanti sul fronte dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica. L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato un emendamento che segna un cambio di passo nelle politiche di inclusione lavorativa, colmando una disparità di trattamento che penalizzava proprio i soggetti con disabilità psichica.

La disparità da colmare

“Con l’approvazione di un emendamento che ho sostenuto in Aula, oggi viene compiuto un passo avanti importante verso una maggiore equità nei diritti nel mondo del lavoro”, dichiara il deputato regionale Carlo Auteri.

La legge 68 tutela l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, ma fino a oggi permaneva un’evidente disparità proprio rispetto alla disabilità psichica. Nei pubblici impieghi questi soggetti restavano di fatto esclusi, mentre nel settore privato l’inserimento poteva avvenire soltanto attraverso la chiamata nominativa del datore di lavoro.

“Una differenza non più sostenibile, che creava un vuoto grave sul piano dei diritti e delle opportunità”, sottolinea Auteri.

Le novità: quote riservate e job coach

Con la modifica approvata si stabilisce per legge che una quota sia inserita nei bandi pubblici, introducendo inoltre una novità molto significativa: la figura del tutor di accompagnamento, il job coach, che affiancherà sia il candidato sia il datore di lavoro nel percorso di inserimento.

“È un passaggio fondamentale, perché non basta aprire una porta: bisogna creare le condizioni reali affinché quell’inserimento sia sostenibile, efficace e dignitoso”, spiega il parlamentare regionale.

Il confronto con il territorio

La misura nasce anche dall’ascolto del territorio e delle esperienze concrete maturate a contatto con il tessuto produttivo.

“Questa discrepanza è emersa con forza anche grazie al confronto diretto con alcune aziende del territorio che seguo da vicino. Realtà che ogni giorno si misurano con il valore dell’inclusione e con i limiti di un sistema che, fino a oggi, non garantiva gli stessi strumenti e le stesse possibilità”, aggiunge Auteri.

Il deputato regionale ringrazia in modo particolare Giacomo e Angelica della S.T.e.s.s.i., che si sono dimostrati particolarmente attivi e sensibili sul tema.

Inclusione concreta

“Parlare di inclusione ha senso solo se si traduce in norme concrete, strumenti adeguati e opportunità vere. Oggi è stato fatto un passo nella giusta direzione: riconoscere che anche sul lavoro la dignità delle persone passa dall’abbattimento delle disuguaglianze e dalla costruzione di percorsi realmente accessibili”, conclude Auteri.

By Redazione

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