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Siracusa, PCI e Love Arenella uniti per la tutela del litorale: “Stop al cemento, il mare sia davvero di tutti e per tutto l’anno”

Restituire alla collettività un accesso libero, inclusivo e rispettoso dell’ambiente al mare di Siracusa. È il cuore dell’iniziativa che, nella giornata di domenica, ha visto il Partito Comunista Italiano e l’associazione Love Arenella impegnati in un evento pubblico molto partecipato, volto a riaffermare il diritto dei cittadini a vivere le spiagge senza barriere fisiche o economiche.

Una mobilitazione che non nasce oggi: da mesi le due realtà portano avanti una battaglia contro la crescente cementificazione delle coste, chiedendo una gestione delle spiagge più equa e sostenibile, in un territorio dove la pressione turistica estiva spesso collide con le esigenze della comunità locale.

Le richieste: meno cemento, meno concessioni private, più servizi

Durante l’incontro, gli organizzatori hanno ribadito tre punti fondamentali:

Eliminazione del cemento e delle strutture invasive lungo i tratti di costa pubblica;

Riduzione delle concessioni ai privati, che in alcuni tratti limitano fortemente l’accesso libero al mare;

Potenziamento del trasporto pubblico, indispensabile per garantire collegamenti efficienti tra il centro urbano, le periferie e le zone balneari, non solo d’estate ma durante tutto l’anno.

Secondo i promotori, un modello di fruizione più equilibrato permetterebbe di coniugare tutela ambientale, inclusione sociale e sviluppo turistico sostenibile.

Una giornata di partecipazione e socialità

La manifestazione si è svolta in un clima sereno e propositivo. Complice la splendida giornata di sole, l’evento ha accolto residenti di tutte le età, famiglie e turisti incuriositi dall’iniziativa.

Uno dei momenti più apprezzati è stata la lezione gratuita di Yoga guidata dal Maestro Emanuele Di Mauro, che ha trasformato la spiaggia in uno spazio condiviso di benessere e armonia. A seguire, il pranzo sociale offerto dall’associazione Love Arenella ha consolidato un forte senso di comunità, dimostrando come le aree costiere possano diventare luoghi di incontro e non solo di consumo.

L’accusa al Comune: “Assente chi dovrebbe ascoltare”

Sul fronte politico, non sono mancate critiche alla gestione cittadina.
“Ancora una volta registriamo l’assenza dell’amministrazione e dell’intero consiglio comunale”, dichiara Marco Gambuzza (PCI). “Quella che abbiamo ribattezzato La Rivolta dei bagnanti siracusani continua, perché i cittadini non possono essere ignorati. Chiediamo ascolto e risposte concrete.”

Il movimento era partito a maggio dallo Sbarcadero di Santa Lucia, crescendo progressivamente fino a coinvolgere, oggi, una rete sempre più ampia di realtà associative.

By Redazione

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