Trasporto pubblico locale, intervento dell’assessore Vincenzo Pantano

L’assessore alla Mobilità e trasporti di Siracusa, Vincenzo Pantano, interviene con una dichiarazione nel dibattito sul servizio di bus urbani.

Noto con piacere che il dibattito cittadino sul trasporto pubblico locale è ultimamente vivace, come dimostra il recente intervento del presidente di un movimento politico locale. Un positivo segnale di interesse, dopo anni in cui a Siracusa quasi neanche si sapeva che vi fossero autobus in circolazione stabile. Da questo punto di vista, è evidente che il servizio è migliorato ed è finalmente percepito dalla cittadinanza. Mi pare chiaro, quindi, che gli ultimi tre anni sono stati ben spesi.
Da ex assessore comunale, Carlo Gradenigo dovrebbe ben conoscere le procedure. Il passaggio dalla gestione Ast a quella Sais non ha rappresentato una “ripartenza da zero” ma un subentro vincolato da condizioni oggettive come un parco mezzi limitato, personale ereditato, risorse finanziarie definite da contratti preesistenti e, soprattutto, l’assenza di infrastrutture fondamentali come corsie preferenziali, nodi di interscambio e un efficace controllo della sosta. In questo quadro, parlare di “anni persi” non restituisce la realtà dei fatti. Dal 2023 ad oggi, l’Amministrazione ha operato in una fase di transizione con cui abbiamo garantito la continuità del servizio migliorandone, al contempo, la sua qualità generale. Non sfugga, inoltra, che il precedente gestore, poco dopo la coraggiosa scelta compiuta a Siracusa, sia entrato in una crisi che ha pesantemente azzoppato la mobilità di studenti, anziani e pendolari in decine di comuni siciliani.
Viviamo ancora una fase ponte e, per certi versi, sperimentale. Sulla scorta dei dati e delle evidenze raccolte, abbiamo pensato un nuovo e rafforzato capitolato di appalto per l’aggiudicazione pluriennale del servizio ed una nuova programmata crescita, dopo anni trascorsi senza che vi fosse percezione del servizio Tpl a Siracusa.
La scelta di mantenere una rete articolata, anche con linee circolari, è dettata dalla conformazione urbana di Siracusa, dalla frammentazione del territorio e dalla necessità di non escludere intere aree della città dal servizio pubblico. Dove è stato possibile concentrare l’offerta su dorsali principali – come Scala Greca, Santa Panagia e Belvedere – le frequenze sono state migliorate sensibilmente, arrivando anche a 20–25 minuti di attesa, con riscontri positivi in termini di utilizzo. Questo dimostra che la sperimentazione ha già individuato le direttrici su cui costruire il futuro sistema. Restano criticità, alcune delle quali legittimamente segnalate come: informazioni non sempre aggiornate alle fermate, attese superiori ai tempi indicati su alcune linee o fasce orarie, collegamenti intermodali ancora da rafforzare. Si tratta però di problemi noti e affrontabili, che non possono essere letti come il fallimento dell’intero servizio, se non in malafede.
Il trasporto pubblico non si valuta solo sulla base del confronto con l’auto privata, in termini di tempi di percorrenza, ma considerando la sua funzione sociale, l’accessibilità per studenti, anziani e lavoratori e la capacità di ridurre traffico e pressione urbana. Quest’ultima azione è quella su cui si concentrano le nostre attenzioni.
Il nuovo appalto rappresenterà una svolta decisiva, ed è proprio grazie al lavoro svolto in questi anni che sarà possibile definire una rete più semplice, più frequente e più affidabile, evitando errori strutturali che la città pagherebbe per un altro decennio. Altro che cambiare solo il colore o il modello dei bus; stiamo costruendo un sistema di trasporto pubblico finalmente stabile, riconoscibile e all’altezza delle esigenze di Siracusa. Un percorso di crescita in cui anche le critiche e le osservazioni sono benvenute e fondamentali, quando però non diventano slogan buoni a sostenere ragioni di parte.

By Redazione

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