“In questi giorni, sui social, si sono moltiplicati gli attacchi nei confronti dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, per il messaggio inviato domenica scorsa a ‘Mediterranea Saving Humans’. Un messaggio in cui monsignor Lorefice ha richiamato tutti a riscoprirsi umani di fronte a chi muore in mare, a donne e bambini che cercano solo una vita migliore, a chi sfida l’ignoto per scappare da qualcosa di peggiore. Un richiamo a non trasformare una tragedia in un’occasione di scontro politico. Di fronte a tutto questo, si è scatenato il peggio che i social possano offrire: insulti, dileggi, accuse nei confronti dell’arcivescovo e della Chiesa. Comportamenti che, come giornalisti cattolici, consideriamo inaccettabili e che condanniamo con fermezza, esprimendo all’arcivescovo solidarietà e vicinanza. Il confronto, in democrazia, è necessario e può anche essere ruvido ma mai può trascendere, né trasformarsi in odio o attacchi personali. Facciamo nostro l’appello di Papa Leone XIV per questa Quaresima, ossia digiunare dalle parole che feriscono, e l’invito del Santo Padre a una comunicazione, anche social, che sia spazio di dialogo, disarmata e disarmante. Solo così saremo costruttori di pace e di bene comune”. Lo dice il Consiglio direttivo della sezione di Palermo dell’Ucsi, l’Unione cattolica stampa italiana, composto da Roberto Immesi (presidente), Adele Di Trapani, Michelangelo Nasca, Luigi Perollo, Mauro Faso, Giovanni Azzara e Riccardo Rossi.
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