Dopo la mobilitazione dello scorso 15 febbraio, in tutta Italia, per dire No al Ddl Bongiorno e alla volontà politica di ridurre la violenza maschile sulle donne e sulle soggettività Lgbtqia+ a mera questione linguistica, i centri antiviolenza e i movimenti femministi e transfemministi di tutta Italia torneranno a far sentire la propria voce con un corteo unitario che partirà alle 14 da piazza della Repubblica a Roma.
Per richiamare la manifestazione nazionale e affermare la piena autodeterminazione delle donne, sui loro corpi, sulla loro inviolabilità e la libera scelta, il Centro antiviolenza Ipazia promuove un presidio cha avrà luogo in Viale Santa Panagia, in corrispondenza dell’ingresso del Tribunale di Siracusa con raduno dalle 10 fino alle 13. Una scelta non casuale, essendo troppo spesso anche i tribunali luoghi di vittimizzazione secondaria e quindi di ulteriori sofferenze per le vittime di abusi e violenze di ogni tipo. A 30 anni dalla legge sulla violenza sessuale 66/96, le piazze tornano a dire che l’inviolabilità dei corpi, i diritti umani inalienabili e la cultura del consenso sono irrinunciabili. Non solo per il diritto italiano, ma anche per quello internazionale, come chiede la Convenzione di Istanbul che l’Italia ha ratificato.
“Senza consenso è stupro” non è uno slogan, non è un tecnicismo, non è un concetto difficile da comprendere: vuol dire scegliersi, riconoscersi, essere libere e libere di amare e di essere amate. Questa è una battaglia di civiltà e di democrazia. Il caso Epstein insegna che la cultura dello stupro va fermata insieme, con i nostri corpi, senza tentennamenti e senza ambiguità.
