Il nuovo clan della Borgata alimentava le proprie casse con il traffico di stupefacenti ma puntava anche sulla gestione delle bische clandestine. Ha retto la ricostruzione fatta dalla Procura distrettuale antimafia al processo, che si è celebrato con il giudizio abbreviato, a carico dei diciotto imputati siracusani. Il Gup del tribunale di Catania, Silvia Passanisi, ha in parte accolto le richieste del pubblico ministero, Simone Aliotta. Le pene più severe, 20 anni di rfecluisione, sono state irrogate a carico di Giuseppe Guarino, ritenuto il reggente esterno del clan, e al suo braccio destro e tesoriere, Corrado Piazzese.
Antonio Aggraziato è stato condannato a 19 anni di reclusione. A Davide Alfonso, ritenuto responsabile di spaccio di droga, con esclusione dell’aggravante del metodo mafioso, è stata inflitta la pena di un anno e 4 mesi di reclusione; Mattia Amenta deve scontare 8 anni e 6 mesi di reclusione. A Giulio Maurizio Arena e Salvatore Castelli, che avrebbero venduto quantitativi droga al clan della Borgata, è stata inflitta la pena di 4 anni di reclusione ciascuno. A Mario Bonaventura, anche lui fornitore di droga, deve scontare 6 anni e 4 mesi. Sempre per droga, Salvatore Catania si è visto irrogare la pena di 10 anni e 4 mesi. Steven Curcio è stato condannato a 10 anni e 2 mesi. A Samuele Fava, il giudice ha inflitto la pena di 10 anni, un mese e 10 giorni; a Cristian Genova, 9 anni, 5 mesi e 10 giorni; a Sebastiano Greco, 9 anni e 8 mesi; a Nicholas Lauretta, 9 anni, 3 mesi e 10 giorni; a Samuele Edmondo Montalto, responsabile di associazione finalizzata al traffico e di droga è stata inflitta la pena di 8 anni e 6 mesi di reclusione. A Emanuele Nastasi, colpevole di detenzione di sei chili di hashish e di sei pistole, è stata inflitta la pena di tre anni e quattro mesi di reclusione. A Luigi Scollo è stato condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione. Gaetano Vinci si è visto irrogare la pena di 4 anni e 4 mesi mentre al collaboratore di giustizia Manuel Pisano, è stata inflitta la pena di 6 mesi di reclusione.
L’unico per il quale il Gup ha emesso sentenza di assoluzione è Gianclaudio Assenza.
L’operazione è stata portata a termine dagli investigatori della squadra mobile con il coordinamento della Dda di Catania.
