Palermo – “Quando gli agricoltori lanciano un allarme, la politica ha il dovere di ascoltare”. Con queste parole il deputato regionale Carlo Auteri commenta l’approvazione, da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana, della mozione che impegna il Governo regionale a rivedere il bando SRD01, considerato penalizzante per ampie fasce del settore agricolo siciliano.
I nodi del bando
La mozione approvata dall’Ars interviene su diversi aspetti critici del bando, segnalati con forza dalle organizzazioni di categoria e dagli operatori del settore. Tra i punti principali figura la revisione della soglia minima di investimento, ritenuta troppo elevata per le piccole e medie aziende agricole che rappresentano la spina dorsale del comparto isolano.
Altro nodo cruciale riguarda i criteri legati alla “solidità economica”, che secondo molti imprenditori agricoli escluderebbero di fatto numerose realtà produttive dall’accesso ai finanziamenti. La mozione chiede inoltre una maggiore attenzione ai giovani agricoltori e alle imprese delle aree interne, territori spesso marginalizzati nelle politiche di sviluppo rurale.
Confronto con le categorie
Tra gli impegni assunti dal Governo regionale figura anche l’avvio di un confronto strutturato con le organizzazioni di categoria, per garantire che le modifiche al bando rispondano effettivamente alle esigenze del mondo agricolo siciliano.
“Dalle parole ai fatti”
“Si tratta di un segnale importante – dichiara il deputato Auteri – perché riconosce le difficoltà reali di chi ogni giorno lavora la terra, investe, produce e contribuisce a mantenere vive le comunità rurali della Sicilia”.
Il parlamentare regionale, tuttavia, invita a non fermarsi all’approvazione della mozione: “Adesso è necessario passare dalle parole ai fatti, affinché le risorse disponibili possano raggiungere concretamente tutto il mondo agricolo siciliano”.
La palla passa ora al Governo regionale, chiamato a dare seguito agli impegni assunti con l’approvazione della mozione e a garantire che i fondi destinati allo sviluppo rurale siano effettivamente accessibili a tutte le realtà produttive dell’Isola.
