Superare il conflitto tra Fisco e contribuente, rafforzare il contraddittorio preventivo e rendere più efficiente la giustizia tributaria. Sono questi i pilastri della riforma fiscale illustrati dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, durante l’incontro dal titolo “La grande sfida della riforma fiscale: compliance, contraddittorio e giustizia tributaria”, svoltosi a Siracusa alla presenza di professionisti, magistrati tributari, rappresentanti dell’Amministrazione finanziaria e operatori del settore.
Nel corso del suo intervento, il viceministro ha evidenziato la necessità di costruire un nuovo rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, superando la tradizionale logica del contenzioso. L’obiettivo della riforma è quello di favorire un modello basato sulla collaborazione e sulla prevenzione delle controversie, attraverso strumenti capaci di incentivare l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali.
Il ruolo della compliance
Al centro del progetto di riforma vi è il concetto di compliance fiscale, intesa come adesione consapevole e collaborativa alle regole tributarie. Secondo Leo, il Fisco deve assumere un ruolo sempre più orientato all’assistenza e all’accompagnamento del contribuente, affiancando alle attività di controllo una funzione di supporto che consenta di ridurre errori e irregolarità.
Una strategia che punta a creare un clima di maggiore fiducia reciproca, favorendo comportamenti corretti e riducendo il ricorso agli strumenti contenziosi.
Contraddittorio preventivo: meno liti e accertamenti più efficaci
Uno dei temi centrali affrontati durante il convegno è stato quello del contraddittorio preventivo, considerato un passaggio fondamentale per migliorare la qualità degli accertamenti fiscali.
Il confronto anticipato tra Ufficio e contribuente, infatti, permette di chiarire eventuali elementi controversi prima dell’emissione degli atti, consentendo di correggere errori o integrare informazioni non adeguatamente valutate. Un meccanismo che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe contribuire a ridurre significativamente il numero delle controversie tributarie e il conseguente carico dei tribunali.
La riforma della giustizia tributaria
Ampio spazio è stato dedicato anche alla riforma della giustizia tributaria. Leo ha sottolineato l’importanza del percorso di professionalizzazione dei giudici tributari e del rafforzamento delle garanzie processuali come elementi indispensabili per accrescere la fiducia dei cittadini nel sistema.
Tra gli obiettivi prioritari vi sono la riduzione dei tempi di definizione delle controversie e una maggiore uniformità delle decisioni, aspetti considerati essenziali per garantire certezza del diritto e stabilità nei rapporti tra contribuenti e Amministrazione finanziaria.
Il confronto con professionisti e operatori
L’appuntamento siracusano ha rappresentato anche un’occasione di dialogo diretto con professionisti, consulenti e operatori del settore, che hanno evidenziato alcune criticità ancora presenti nella fase di applicazione delle nuove norme.
Tra le principali richieste emerse durante il dibattito vi è quella di assicurare maggiore stabilità interpretativa e chiarezza normativa, in un contesto caratterizzato da frequenti interventi legislativi che spesso rendono complessa l’attività di imprese e professionisti.
