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Sanità siciliana, Caruso: Stop al Decreto sulla libera professione intramoenia in attesa di nuove regole

Sanità siciliana l'incontro fra Caruso e Bondignore

Un dialogo basato sulla diplomazia e comprensione di problematiche, è quello aperto fra il nuovo Assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, e le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Sanitaria.

Ieri si è svolto il primo incontro istituzionale presso l’Assessorato della Salute che ha rappresentato un cambio di metodo delle relazioni sindacali con impegni destinati ad avere effetti immediati sul sistema sanitario regionale. Per CIMO-FESMED, rappresentata dal Presidente regionale Giuseppe Bonsignore e dal Segretario regionale amministrativo Renato Passalacqua, non ci sono dubbi: il confronto è stato positivo, sia sul piano del metodo che dei contenuti. 

“Abbiamo registrato una concreta disponibilità al dialogo e al confronto – dichiara Giuseppe Bonsignore – ma soprattutto sono emerse risposte immediate su questioni che da tempo preoccupano i medici siciliani. È un segnale importante che apprezziamo e che auspichiamo possa rappresentare l’inizio di una nuova stagione di relazioni sindacali”. 

La libera professione intramoenia

Il risultato più significativo riguarda la libera professione intramoenia. L’Assessore Caruso ha condiviso le criticità evidenziate da CIMO-FESMED sul Decreto Assessoriale n. 3/2026, eccessivamente rigido e suscettibile di limitare l’esercizio dell’attività libero-professionale.

Per questo motivo, ha annunciato che sarà chiesto alle Aziende sanitarie di sospendere l’applicazione delle procedure previste dal decreto, nelle more della predisposizione di un nuovo documento metodologico elaborato con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali.

L’obiettivo è individuare regole condivise che garantiscano il corretto esercizio della libera professione, tutelando contemporaneamente i professionisti e il diritto dei cittadini ad accedere alle prestazioni.

La questione del riparto risorse

Durante l’incontro è stata affrontata anche la questione della revoca del Decreto n.655/2025, sul riparto delle risorse destinate a contrastare la carenza di medici nel Servizio sanitario regionale.

L’Assessore ha rassicurato le organizzazioni sindacali precisando che la revoca non comporterà alcuna perdita economica per i professionisti operanti nelle sedi disagiate e periferiche. Le indennità previste per il 2025 saranno garantite attraverso i bilanci delle Aziende sanitarie, in attesa della nuova ripartizione delle risorse riferita al 2026.

Nel corso del confronto è stata inoltre richiesta una revisione della contestata Direttiva 6 bis RUAS, sulla quale il Dirigente Generale del DASOE, Luigi Scalzo, ha fornito i primi chiarimenti, rinviando ad un successivo approfondimento tecnico con le Organizzazioni Sindacali.

Rete ospedaliera e carenza di medici

Tra i temi affrontati anche la riorganizzazione della rete ospedaliera e la grave carenza di medici nei Pronto Soccorso, problemi sui quali l’Assessore ha confermato la volontà di proseguire il confronto nelle prossime settimane.

CIMO-FESMED ha inoltre richiamato l’attenzione dell’Assessorato sulla crescente frammentazione del Servizio sanitario regionale, evidenziando come nelle diverse Aziende sanitarie vengano adottate interpretazioni difformi della normativa nazionale e contrattuale.

Una situazione che determina disparità di trattamento tra i professionisti e costringe spesso le Organizzazioni Sindacali a ricorrere all’autorità giudiziaria per ottenere il rispetto di norme già vigenti. “Il giudizio sul primo incontro – conclude Bonsignore – è certamente positivo. Apprezziamo il nuovo approccio e gli impegni già assunti. Adesso sarà fondamentale tradurre rapidamente il dialogo in provvedimenti concreti, affrontando le principali criticità della sanità siciliana nell’interesse dei professionisti e dei cittadini”.

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