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FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL uniti per l’inversione di marcia negli appalti

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Arriva sempre più il grido esasperato del sindacato unitario FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL e UILTEC-UIL che chiedono l’apertura urgente di un tavolo di confronto in Confindustria ed un’immediata inversione di marcia nella politica degli appalti messa in campo da ISAB.

Una situazione che ormai desta preoccupazione per i lavoratori di SAIT e, inevitabilmente, l’instabilità delle loro
famiglie e non più tollerabile.

Dopo oltre 15 anni di presenza storica e consolidata all’interno del sito ISAB, la SAIT si è vista costretta a rinunciare al proprio contratto. Decisione dovuta a un’insostenibile inefficienza economica che genera perdite mensili pesantissime da ormai un paio d’anni, spingendo un’azienda così importante ad abbandonare il cantiere.

Una politica degli appalti che soffoca

I sindacati dichiarano inoltre che “Se da un lato non escludiamo una gestione aziendale interna non proprio ottimale, dall’altro siamo costretti a guardare in faccia la realtà: la politica degli appalti strutturata dalla committente ISAB sta
letteralmente soffocando le aziende dell’indotto.

Riteniamo inaccettabile che appalti specifici riguardanti attività di ponteggi e coibentazione vengano affidati ad aziende che non applicano il contratto di settore (CHIMICO- COIBENTI), parliamo del CCNL che da più garanzie economiche, normatrive e di DIRITTI.”

Una logica al ribasso produce due effetti negativi:

  • penalizza pesantemente le imprese virtuose che applicano il corretto contratto di settore
  • trascina verso la totale scomparsa una tutela contrattuale specifica, a discapito dei diritti e dei salari dei lavoratori.
    Come organizzazioni sindacali non siamo disposti ad accettare in alcun modo questo processo di dumping contrattuale. Filctem, Femca e Uiltec sono pronti a lottare con tutti i mezzi a disposizione per impedire questo scempio“.

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