Our website use cookies to improve and personalize your experience and to display advertisements(if any). Our website may also include cookies from third parties like Google Adsense, Google Analytics, Youtube. By using the website, you consent to the use of cookies. We have updated our Privacy Policy. Please click on the button to check our Privacy Policy.

Carcere di Siracusa nel caos, l’OSAPP: “Subito l’avvicendamento dei vertici”

Seguici e aiutaci a crescere

Pochi giorni dopo la rivolta avvenuta nel carcere di Cavadonna a Siracusa interviene l’Osapp rivolgendosi con il suo segretario Leo Beneduci al Sottosegretario ala Giustizia Alberto Balboni, richiedendo punizioni esemplari per i detenuti responsabili di violenze.

Secondo la Polizia Penitenziaria bisogna intervenire senza più slogan «Il detenuto che aggredisce, incendia o devasta viola la legge e deve risponderne. Ma la legge non finisce davanti alla porta di una cella. La Costituzione stabilisce che i pubblici uffici siano organizzati secondo disposizioni di legge per assicurare il buon andamento dell’Amministrazione. Questo vale anche per il DAP, i Provveditorati e le Direzioni degli istituti».

Fanno presente come sarebbe utile utilizzare il 14-bis, i trasferimenti per ordine e sicurezza, la separazione dei violenti, i circuiti e gli strumenti disciplinari e non spostare i detenuti problematici da un carcere all’altro con rischi per nuovi agenti.

La Polizia richiede anche responsabilità esemplari da chi è pagato per governare le carceri ad ogni livello e non riesce a farlo: «I poliziotti non chiedono altri slogan. Chiedono che la legge venga applicata ai detenuti, certamente, ma anche all’Amministrazione che pretende di farla rispettare».

La risposta dell’Osapp

La Segreteria Provinciale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Pe- nitenziaria) condivide integralmente l’analisi e le dichiarazioni espresse dal Segretario Generale Leo Beneduci sui gravi episodi al carcere di Siracusa, indicatori di severe criticità sistemiche nella gestione del lavoro.

L’Osapp fa sapere che da mesi, con dettagliati dossier inviati agli organi competenti, segnala una pianificazione dei servizi non più rispondente alle attuali esigenze dell’istituto. In passato ci sono state proposte alla Direzione per un avvicendamento strategico del personale addetto all’organizzazione dei turni e dei servizi, riscontrando una chiusura senza un proficuo dialogo bilaterale.

Con una popolazione detenuta di circa 750 unità a fronte di una capienza regolamentare di 450, la struttura è in cronico sovraffollamento. E gli eventi critici ravvicinati impongono, duqnue, un urgente e ispettivo intervento del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) per valutare le cause della reiterata instabilità dell’istituto.

La Segreteria Provinciale ritiene “che le responsabilità e le conseguenze di una gestione organizzativa non ottimale non possono ricadere sul personale di Polizia Penitenziaria che opera in prima linea, il quale non deve essere l’unico esposto a rischi professionali e personali“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts