La morte del giovane di 26 di Ciminna colpisce ancor ala comunità che riceve anche il cordoglio del presidente della Regione «La morte di Salvatore Giglia, a soli 26 anni – dice Schifani – colpisce profondamente tutti noi. Ha perso la vita mentre cercava di difendere la sua terra e la sua casa dalle fiamme. Alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la comunità di Ciminna esprimo la mia vicinanza e il più sincero cordoglio di tutti i siciliani».
Dolore a cui si unisce anche la rabbia, specie se sarà accertata la natura dolosa dell’incendio, i cui responsabili dovranno essere individuati e puniti.
“Chi appicca un incendio – conclude il presidente della Regione – non compie una bravata: mette deliberatamente a rischio vite umane, distrugge territori, minaccia case e comunità intere. Di fronte a comportamenti di questa gravità non possono esserci attenuanti, indulgenze o esitazioni. Servono pene esemplari, controlli serrati e un’azione dello Stato inflessibile contro chi usa il fuoco come strumento di devastazione e di morte“.
La vicenda di Ciminna
Salvatore Giglia è deceduto il 1° settembre 2026 all’ospedale Civico di Palermo a causa delle gravissime ferite riportate durante un vasto incendio a Ciminna.
Il giovane si trovava in campagna e ha cercato di fronteggiare il fuoco di un incendio diramato nelle vicinanze della sua casa casa e i terreni vicini. Durante il tentativo di spegnimento è rimasto intrappolato, riportando ustioni di terzo grado sul 90% del corpo e, nonostante i soccorsi tempestivi, trasportato d’urgenza in elisoccorso a Palermo, dove è stato ricoverato in rianimazione e tenuto in sedazione profonda è morto dopo circa tre giorni di agonia.
