Dopo il devastante incendio avvenuto domenica presso la Riserva Naturale Fiume Ciane a Siracusa, la Procura apre un’inchiesta, al momento contro ignoti, che ipotizza reati amministrativi e incendio doloso. L’indagine è scattata dopo la denuncia di alcune associazioni ambientaliste, che hanno evidenziato come il rogo non è una semplice fatalità o un evento imprevedibile.
A rendere la situazione più grave è il nuovo principio d’incendio registrato ieri pomeriggio in un’altra zona della riserva, dove sono intervenuti i vigili del fuoco. Un episodio che alimenta i timori sullo stato di sicurezza dell’area e sulla necessità di interventi di prevenzione.
Il Libero Consorzio Comunale – ente al quale Comitato Parchi, Lipu e Italia Nostra – al centro delle discussioni delle associazioni ambientaliste. Al Consorzio viene contestato una presunta carenza nella gestione e nella manutenzione della riserva, una «condotta omissiva che ha ormai superato ogni limite di tolleranza», affermando che l’ente ha trasformato un patrimonio naturalistico di grande valore in una «trappola di fuoco».
Secondo le organizzazioni ambientaliste, tra i principali fattori che avrebbero favorito la propagazione delle fiamme ci sarebbe l’assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Oltre a questo, la crescita incontrollata della vegetazione e l’abbandono dei canneti avrebbero creato condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo e alla diffusione dell’incendio.
