Un abbandono insostenibile specie per un luogo portavoce di storia e cultura: Villa Reimann. Il Civico 4, per lo stato di degrado in cui verte la villa, ha presentato due esposti alla Procura e alla Corte dei Conti.
L’obiettivo è chiedere l’accertamento di possibili profili di responsabilità amministrativo – contabile e danno erariale dichiarano Maria Vernali, (studiosa e attivista culturale che ha dedicato attenzione alla figura di Reimann e alla salvaguardia del suo lascito a Siracusa, temi sui quali è autrice di una pubblicazione, “Come un puzzle – Tributo a Christiane Reimann” pubblicato nel 2015.), e Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4 e responsabile dei fari territoriali 80, 131 e 135 di Controcorrente.
“Villa Reimann – dichiara Michele Mangiafico – è un patrimonio pubblico soggetto a precisi vincoli testamentari, oggi disattesi. Con questi esposti chiediamo alla magistratura ordinaria e contabile di accertare eventuali responsabilità nella sua gestione, a tutela della collettività e della volontà della donatrice“.
Gli esposti: contesto storico e responsabilità
Il primo esposto a firma di entrambi è stato inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa; mentre il secondo, a firma di Mangiafico, alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana.
1 Primo documento
Ricostruisce il contesto storico e la volontà della testatrice. Nel 1976 Christiane Reimann, infatti, dona al Comune di Siracusa il suo intero patrimonio e il complesso monumentale di Villa Reimann, il parco botanico e i terreni agricoli di Contrada Canalicchio e Case Bianche. La sua volontà esplicita: trasformare la Villa in un centro permanente di studio, ricerca e attività culturali per la collettività, utilizzando i proventi dei terreni agricoli per finanziarne la manutenzione e l’autofinanziamento.
Nell’esposto, i firmatari denunciano un grave stato di abbandono e deterioramento del patrimonio, segnalando in particolare:
- la perdita di ampie porzioni del patrimonio botanico e la totale scomparsa del roseto storico, a causa della mancata irrigazione e manutenzione;
- la crescita incontrollata di sterpaglie, con conseguente aumento del rischio incendi;
- il degrado strutturale degli edifici e delle architetture rurali;
- l’inefficacia e la perdita di operatività del Comitato dei Garanti, l’organo che avrebbe dovuto vigilare sul rispetto delle volontà testamentarie;
- una gestione dei fondi rustici che apparirebbe non conforme a quanto disposto dalla testatrice.
La richiesta alla Procura è di acquisire la documentazione e avviare indagini per verificare la correttezza dell’operato del Comune e accertare la rispondenza tra l’attuale gestione dei beni e i vincoli del testamento.
2 Secondo documento
Firmato dal solo Michele Mangiafico, è indirizzato alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana, richiede un accertamento per possibili profili di responsabilità amministrativo-contabile e danno erariale.
Sotto il profilo giuridico, la segnalazione inquadra la donazione come un lascito modale (artt. 647 e 648 del Codice civile): l’accettazione dell’eredità da parte del Comune non rappresenterebbe soltanto l’acquisizione di una proprietà, ma comporterebbe il preciso obbligo di tutelare e valorizzare il bene secondo i vincoli imposti dalla donatrice, obblighi che si collegherebbero direttamente ai principi costituzionali di buon andamento ed economicità della Pubblica Amministrazione (art. 97 della Costituzione).
Nella segnalazione si evidenzia come l’incuria della Villa (crepe negli edifici, infissi degradati, inaccessibilità della necropoli interna) e la perdita della funzione produttiva dei fondi agricoli sono una violazione morale delle volontà della Reimann, e un depauperamento e perdita di valore economico di un patrimonio pubblico acquisito gratuitamente dall’ente comunale.
