Una data che potrebbe essere quella decisiva per il destino del Polo petrolchimico siracusano: 12 settembre.
Questo giorno è emblematico perché scade il termine di 36 mesi previsto dal decreto interministeriale del 12 settembre 2023, che permette all’IAS di proseguire le attività con limiti emissivi provvisori.
Senza un’eventuale proroga o intervento straordinario, il mancato rispetto del cronoprogramma e delle prescrizioni ambientali potrebbe determinare la decadenza della deroga e l’arresto degli scarichi e delle produzioni.
Pippo Ansaldi, ambientalista ed ex presidente della società che gestisce il depuratore biologico consortile di Priolo lancia l’allarme, sostenendo che tale scadenza è impossibile.
Per ostacolare il blocco i gruppi industriali hanno stanziato oltre 200 milioni di euro per realizzare impianti autonomi di depurazione. ISAB Sud e Versalis hanno già completato il distacco dall’IAS, mentre Priolo Servizi conta di farlo entro settembre, Sasol entro fine anno e Sonatrach non concluderà le opere prima della primavera 2027.
La chiusura delle condotte verso l’IAS prima del collaudo dei nuovi impianti, secondo Giuseppe Ansaldi, causerebbe lo stop tecnico delle attività. A questo si aggiunge anche il progetto della Regione di rifunzionalizzazione dell’IAS come presidio uso civile.
