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Congresso Geoscienze: allarme ISPI su petrolio e clima

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L’Italia con le ricerche dei suoi Dipartimenti approda al Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Il grande evento scientifico nazionale e internazionale dedicato alle geoscienze in corso a Padova, scenario di riflessioni su risorse e migranti climatici.

Dobbiamo abituarci – dice Massimo Lombardini dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) – al petrolio sopra quota 100 euro. Nei prossimi decenni possibili 700 milioni di migranti climatici. L’Italia deve utilizzare anche le sue risorse indigene, negli anni ’80 produceva 17 miliardi di metri cubi di gas all’anno, adesso ne produce 3, per una poca lungimirante politica no-triv”.

Se la situazione in Medio Oriente non sarà differente, ci si dovrà abituare al prezzo del petrolio sopra quota 100.  “Attualmente – prosegue Lombardini – la situazione è molto complessa, complicata geopoliticamente,  ed è sostanzialmente peggiorata, nel senso che prima c’era bloccato solo lo stretto di Ormuz, adesso il transito alternativo attraverso il Mar Rosso è sotto lo scacco degli Houthi. Quindi la situazione è peggiorata rispetto a poche settimane fa“.

Altro problema affrontato è il cambiamento climatico. Esistono rapporti delle Nazioni Unite che indicano come nei prossimi decenni potremmo arrivare a ben 700 milioni di migranti climatici. A tal proposito si pongono davanti delle sfide energetiche anche per l’Italia.

Ora bisognerebbe riconsiderare lo sfruttamento delle nostre risorse indigene. Naturalmente nel pieno rispetto delle normative ambientali“.

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