Cavadonna, carenza di personale e sicurezza: l’Asp incontra gli infermieri del carcere

I sindacati chiedono più agenti della Polizia penitenziaria per garantire ordine e autorità dello Stato. Il commissario Asp Gioacchino Iraci assicura sostegno al personale sanitario e annuncia interventi su risorse, specialistica e sicurezza
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La carenza di personale nella Casa circondariale di Cavadonna non riguarda soltanto l’organizzazione dei servizi. Secondo le organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria, una presenza insufficiente di agenti può produrre rischi sulla sicurezza, sull’efficacia della sorveglianza e sul rispetto delle regole.

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Il tema si intreccia con la necessità di garantire condizioni operative adeguate sia per gli agenti penitenziari sia per i professionisti sanitari che assicurano la continuità assistenziale all’interno del carcere.


Sicurezza e carenza di personale

Secondo le organizzazioni sindacali che rappresentano gli agenti di Polizia penitenziaria, la presenza insufficiente di personale può aumentare i rischi di aggressioni e tensioni e rendere più difficile garantire ordine e sicurezza.

Le sigle chiedono che l’autorità dello Stato non venga indebolita e che siano garantiti agenti in numero adeguato, mezzi e organizzazione. L’obiettivo indicato è assicurare una gestione del carcere capace di tutelare la sicurezza e il rispetto delle regole.

Le regole devono prevalere sulle intimidazioni

Nel senso della posizione espressa dalle organizzazioni sindacali, in un carcere le regole devono essere più forti delle intimidazioni, delle aggressioni e delle prevaricazioni. La tenuta del sistema, secondo i sindacati, non può essere affidata alla sola resistenza individuale degli agenti, spesso chiamati a operare in condizioni proibitive.

La richiesta è quindi di rafforzare la presenza della Polizia penitenziaria e di assicurare le risorse necessarie per consentire agli agenti di svolgere il proprio compito con strumenti, organizzazione e condizioni adeguate.

La posizione sindacaleLe organizzazioni sindacali chiedono di preservare l’autorità dello Stato e di garantire ordine e sicurezza attraverso un numero adeguato di agenti, mezzi e organizzazione.

L’incontro tra l’Asp e gli infermieri della Casa circondariale

Il commissario straordinario dell’Asp Gioacchino Iraci ha incontrato una delegazione degli infermieri aziendali in servizio nella Casa circondariale. L’incontro ha rappresentato un momento di ascolto e confronto sulle esigenze dei professionisti che garantiscono la continuità assistenziale in un contesto operativo articolato e complesso.

L’Azienda sanitaria ha evidenziato il proprio sostegno al personale sanitario e il valore del lavoro svolto quotidianamente all’interno della struttura penitenziaria, con un’attenzione rivolta anche alle condizioni necessarie per operare in sicurezza.

Risorse, specialistica e tutela dei lavoratori

Durante l’incontro sono state delineate azioni strategiche per valorizzare il personale sanitario. Tra queste rientrano l’integrazione delle risorse umane, il potenziamento della medicina specialistica e un’attenzione prioritaria alle condizioni di sicurezza nello svolgimento delle attività quotidiane.

Iraci ha dichiarato: «La nostra presenza all’interno delle strutture penitenziarie rappresenta un presidio di salute e di civiltà imprescindibile, che intendiamo garantire e consolidare con massima fermezza e con un’attenzione costante alla tutela dei lavoratori».


Un presidio da garantire e consolidare

Il confronto tra l’Asp e gli infermieri penitenziari pone al centro il sostegno ai professionisti e la continuità dell’assistenza sanitaria in carcere. La prospettiva indicata dall’Azienda sanitaria unisce valorizzazione del personale, medicina specialistica e sicurezza nello svolgimento delle attività quotidiane.

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