Vertenza autotrasporto, il Governo sblocca 430 milioni e 150 mln di credito d’imposta. Rixi avverte: «Basta blocchi ad oltranza»

Svolta dopo l'incontro a Milano guidato dal ministro Salvini e dal viceministro Rixi. Risorse immediate contro il caro-costi e tutele per l'insularità di Sicilia e Sardegna, ma dal Viminale arriva il monito sulla tenuta dell'ordine pubblico.
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MILANO / PALERMO – Doppia mossa del Governo nazionale per disinnescare lo stallo che da giorni paralizza il settore dell’autotrasporto e scongiurare il collasso della catena logistica e distributiva del Paese.

Nel corso della serrata giornata di incontri a Milano, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato lo sblocco immediato di 430 milioni di euro già a bilancio per il comparto. Contestualmente, dal capoluogo lombardo, il viceministro Edoardo Rixi ha lanciato un avviso perentorio ai manifestanti: se il diritto di sciopero rimane sacrosanto, i blocchi prolungati a porti, autostrade e arterie stradali non saranno più tollerati a tutela dell’ordine pubblico.

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Fondi immediati in settimana e 150 milioni aggiuntivi per il caro-noli

I primi accreditamenti a favore delle imprese di trasporto partiranno già nel corso di questa settimana per superare gli adempimenti burocratici e dare respiro finanziario agli autotrasportatori provati dai rincari del gasolio.

«Molte imprese non possono attendere oltre», ha scandito Salvini, annunciando l’arrivo di ulteriori 150 milioni di euro aggiuntivi destinati al credito d’imposta e a sterilizzare gli aumenti dei noli marittimi dovuti all’applicazione delle direttive europee ETS.

Il ministro ha criticato apertamente diverse normative comunitarie sulle emissioni, definendole «fuori dal mondo e dal tempo» in quanto impediscono lo sblocco di oltre mezzo miliardo destinato al rinnovo del parco veicolare. Salvini ha inoltre ribadito la centralità del trasporto su gomma (su cui viaggia il 90% delle merci italiane) assicurando tutele specifiche per le isole, a partire da Sicilia e Sardegna.

Tra le novità legislative allo studio figurano anche la riduzione dei costi per le patenti professionali e l’estensione volontaria del limite d’età per i conducenti di mezzi pesanti da 68 a 70 anni, previo idoneo controllo sanitario.

Primi sblocchi nel Mezzogiorno, ma la tensione resta alta nei porti

Il pacchetto di misure e il doppio tavolo di concertazione (sigle nazionali al mattino e rappresentanze territoriali nel pomeriggio) hanno iniziato a produrre i primi effetti nel Mezzogiorno. In Sicilia, Campania e Puglia diverse associazioni hanno rimosso i presìdi – come quelli che paralizzavano i caselli di San Gregorio nel Catanese o la Statale 189 Agrigento-Palermo – ripristinando la circolazione dei beni di prima necessità diretti a supermercati, farmacie ed esercizi commerciali prostrati dalla carenza di approvvigionamenti.

Resta tuttavia elevata la pressione attorno ad alcuni nodi nevralgici, come il porto di Napoli.

«Stiamo cercando di evitare che i disagi ricadano sui cittadini, sugli ospedali e sulla filiera produttiva – ha rimarcato il viceministro Rixi a margine del vertice –. Il Governo ha messo in campo ascolto, risorse e modifiche legislative. La protesta è legittima, ma i blocchi ad oltranza non sono accettabili: chi vuole bene al Paese deve aiutare a riportare la situazione alla normalità entro la giornata».

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