Tragedia a Roma, 39enne muore per la puntura di un insetto: la Procura apre un’inchiesta per omicidio colposo

Sabrina Gigliotti, madre di due figli residente ad Ostia, è deceduta al San Camillo dopo quattro settimane di dolori. I familiari denunciano presunti ritardi diagnostici e negligenze.
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Sabrina Gigliotti, madre di due figli residente ad Ostia, è deceduta al San Camillo dopo quattro settimane di dolori. I familiari denunciano presunti ritardi diagnostici e negligenze.

di Redazione

29 Ottobre 2026

ROMA – Un’iniziale lesione cutanea scambiata per una comune puntura d’insetto, un calvario lungo quattro settimane tra dolori lancinanti e continui accessi in ospedale, fino al drammatico decesso in terapia intensiva per insufficienza multiorgano. È la tragica vicenda di Sabrina Gigliotti, 39 anni, residente ad Ostia e madre di due bambini, morta lo scorso 25 ottobre 2026 all’ospedale San Camillo di Roma.

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Sulla sua scomparsa la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti, disponendo il sequestro immediato delle cartelle cliniche e l’esecuzione dell’autopsia.

Il calvario durato quattro settimane e i reiterati accessi al pronto soccorso

La vicenda ha inizio a metà settembre 2026, quando la donna nota un’alterazione cutanea sulla coscia destra accompagnata da forte prurito. Una prima valutazione medica riconduce il quadro a una semplice puntura. Nei giorni successivi, tuttavia, compaiono dolori articolari, bruciori addominali e difficoltà nei movimenti.

  • 26 Settembre: Primo accesso al Pronto Soccorso dell’ospedale “Giovan Battista Grassi” di Ostia per gonfiore e dolore alla ferita. Viene dimessa con diagnosi di puntura d’insetto infiammata e cura antibiotica.
  • Primi di Ottobre: La donna si rivolge al Policlinico Militare Celio per medicazioni locali a giorni alterni. Secondo i familiari, in questa fase non sarebbero stati disposti approfondimenti diagnostici a fronte di sintomi neurologici crescenti.
  • 18 Ottobre: Nuovo rientro al Grassi di Ostia su stampelle. Diagnosi di dimissione: lombalgia, con indicazione a svolgere una risonanza magnetica ambulatoriale.
  • 21-25 Ottobre: Tracollo clinico definitivo. Trasportata d’urgenza in codice rosso prima allo Spallanzani e poi al San Camillo con diagnosi di sepsi grave e insufficienza multiorgano. Il 25 ottobre il cuore della trentanovenne cessa di battere.

L’esposto della famiglia e l’ipotesi del ragno violino

A seguito della denuncia presentata dai fratelli della vittima presso i Carabinieri di Casal Palocco, le indagini dovranno accertare la presenza di eventuali responsabilità professionali, ritardi o sottovalutazioni del quadro clinico da parte dei presidi sanitari interpellati.

«L’accertamento medico-legale e l’analisi puntuale delle cartelle cliniche sequestrate saranno determinanti per fare piena e definitiva luce sulle cause del decesso e su eventuali negligenze».

— Pablo De Luca, Legale della famiglia Gigliotti

Al vaglio degli inquirenti vi è anche l’ipotesi che la lesione iniziale fosse riconducibile al morso di un ragno violino (Loxosceles rufescens), la cui tossina o una successiva sovrainfezione batterica non trattata potrebbe aver innescato lo shock settico. Saranno gli esami autoptici e tossicologici disposti dalla magistratura a stabilire l’esatta natura della patologia che ha stroncato la vita della giovane madre.

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