KIEV / MOSCA – Una nuova e drammatica escalation di violenza segna il fronte ucraino. Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato un “orribile” bombardamento russo contro un villaggio nel Sud-Est del Paese che ha provocato la morte di 18 persone. Gli attacchi con bombe guidate hanno preso di mira in particolare un istituto scolastico utilizzato dalla popolazione locale per la distribuzione di aiuti umanitari. Tragedia anche nella regione di Vinnytsia, dove un attacco di droni contro un centro formativo ha provocato 2 morti, tra cui una ragazza di 13 anni.
Sul fronte diplomatico e militare, la tensione resta altissima mentre scade la tregua umanitaria che ha consentito temporaneamente l’evacuazione di centinaia di civili nell’area di Oleshky.
Stop alla tregua ad Oleshky e blackout a Donetsk
È terminato ufficialmente il cessate il fuoco umanitario nell’area della città di Oleshky, nell’Ucraina meridionale occupata dalle forze russe. Il mediatore ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, ha confermato che la tregua ha permesso la consegna di generi di prima necessità e la messa in sicurezza dei civili, tra cui 167 persone evacuate da Kherson. Kiev aveva proposto una proroga dell’accordo, opzione tuttavia rifiutata dalle autorità di Mosca. Sull’iniziativa era intervenuta anche la first lady statunitense Melania Trump, auspicando che l’intesa potesse diventare «il punto di partenza per una pace duratura».
Nel frattempo, sul fronte orientale si registrano gravi disservizi energetici: la città di Donetsk, sotto controllo russo, è rimasta parzialmente al buio a causa di un blackout che ha colpito oltre 276mila utenze, all’indomani dei pesanti attacchi russi contro le infrastrutture elettriche ucraine. Si segnalano inoltre anomalie sull’app ufficiale di allerta per attacchi aerei delle forze armate di Kiev, sospettata di aver subito un cyberattacco.
Le mosse di Zelensky: la contropartita sui missili Patriot e il vertice in Turchia
Nel corso di un’intervista all’emittente statunitense Fox News, il presidente Zelensky si è detto disposto a sospendere per un mese gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe – accogliendo una sollecitudine del presidente USA Donald Trump volta a contenere la spinta inflazionistica sui prezzi dei carburanti – a condizione che Washington fornisca all’Ucraina i sistemi di difesa aerea Patriot.
Sul tavolo delle negoziazioni:
- Nessun baratto territoriale: Zelensky ha ribadito ai microfoni di Cnn Türk che Kiev non rinuncerà ai territori non conquistati sul campo dalla Russia, definendo irrazionali le pretese del Cremlino avanzate tramite i mediatori statunitensi.
- Incontro in Turchia e G20: Il leader ucraino si è detto pronto ad incontrare Vladimir Putin in Turchia sotto la mediazione del presidente Recep Tayyip Erdoğan, confermando inoltre di aver ricevuto segnali ufficiosi circa un possibile invito al prossimo vertice del G20 promossa dalla presidenza Trump.
Gelo dagli USA: dubbi di Marco Rubio sulla pace a breve termine
Nonostante gli sforzi sul piano diplomatico, il segretario di Stato americano Marco Rubio avrebbe espresso forte scetticismo in colloqui privati a margine del G20 di Atlanta circa la fattibilità di un accordo di pace nei prossimi mesi. Secondo fonti diplomatiche, Rubio reputa al momento irrealistica l’adesione dell’Ucraina alla Nato – indicando come l’ingresso nell’Alleanza costituisca una linea rossa per il Cremlino – e ha avvertito che neppure il controllo completo del Donbass fermerebbe le pretese territoriali di Mosca.
Tensioni si registrano infine anche sul piano culturale e sportivo: il ministero degli Esteri ucraino ha fortemente criticato la decisione del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di consentire il rientro delle nazionali russe di hockey su ghiaccio nelle competizioni internazionali, mentre la diplomazia di Mosca ha attaccato le autorità polacche in relazione alla crisi istituzionale interna a Varsavia.
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