Liste d’attesa fuori controllo: la denuncia della Cgil siracusana

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La situazione delle liste d’attesa nella provincia di Siracusa resta critica. A denunciarlo è la Cgil, che, sulla base dei dati del monitoraggio AGENAS, evidenzia un doppio problema: il mancato rispetto dei tempi massimi previsti per le prestazioni sanitarie e la scarsa trasparenza nella pubblicazione delle disponibilità da parte dell’Asp.

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Secondo il bollettino, mentre a livello nazionale si registra un miglioramento, la Sicilia mostra un andamento negativo. Nei primi nove mesi del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, la garanzia dei tempi scende per le prime visite dall’86,6% al 77,8% e per gli esami diagnostici dal 75,5% al 72,3%. Percentuali lontane dall’obiettivo del 90%.Ancora più preoccupante il quadro siracusano. Secondo il sindacato, l’Asp pubblica soltanto la prima disponibilità individuata tra tutti gli erogatori della provincia, senza consentire ai cittadini di conoscere i tempi delle altre strutture. Una modalità che, secondo la Cgil, restituisce un’immagine parziale della situazione e nasconde le reali difficoltà di accesso alle prestazioni.I dati settimanali confermano le criticità: tra il 19 e il 25 ottobre, le prestazioni garantite entro i tempi previsti sono state appena il 42,8% per la classe B, il 56,5% per la D, il 60,9% per la P e l’81,5% per la U.

Le conseguenze ricadono soprattutto sui cittadini più fragili, costretti a spostarsi anche di 50 chilometri per usufruire della prima disponibilità, ad accettare attese più lunghe nelle strutture vicine oppure a rivolgersi alla sanità privata. In alcuni casi si finisce persino per rinunciare alle cure. La Cgil segnala inoltre che chi rifiuta la prima disponibilità rischia di perdere l’accesso al Percorso di Tutela, che consente di ottenere la prestazione a pagamento con successivo rimborso. Tra gli esempi citati figurano 182 giorni per un’esofagogastroduodenoscopia, a fronte dei dieci giorni previsti, e 333 giorni per una visita di chirurgia vascolare, anch’essa da garantire entro dieci giorni. Da qui le richieste della Cgil: pubblicazione integrale delle liste d’attesa di tutti gli erogatori, revisione dell’ambito territoriale di garanzia, da ricondurre al distretto di residenza, e modifica del Percorso di Tutela, affinché sia accessibile anche a chi rinuncia a una disponibilità lontana quando la struttura più vicina non rispetta i tempi massimi.

La replica dell’Asp

In merito alle recenti osservazioni della CGIL sui tempi di attesa, il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, Gioacchino Iraci, interviene con spirito propositivo e costruttivo, respingendo fermamente ogni accusa di condotta ingannevole mossa all’Azienda.

L’Asp opera nel pieno rispetto delle normative nazionali vigenti in materia di monitoraggio dei dati e pubblicazione delle informazioni territoriali. Lo stesso andamento regionale, richiamato attraverso i dati AGENAS, va letto con attenzione al contesto territoriale di riferimento e a periodi omogenei, considerando le classi di priorità e i primi accessi, senza poter attribuire automaticamente lo stesso andamento all’Azienda di Siracusa. I numeri interni certificano al contrario uno sforzo straordinario e concreto da parte dell’Azienda e dei suoi professionisti. Dai dati riscontrati dal Centro Unico Prenotazioni e dal Controllo di Gestione aziendale, infatti, nei primi nove mesi del 2026, l’attività è complessivamente aumentata del 10% in ambito ospedaliero e del 16,5% in ambito ambulatoriale rispetto allo corrispondente periodo dell’anno precedente.

“Siamo ben consapevoli delle criticità che persistono in alcune branche – quali l’endoscopia digestiva, la chirurgia vascolare e l’oculistica – legate principalmente alla nota difficoltà di reperire medici specialisti che interessa l’intero Servizio Sanitario Nazionale”, evidenzia il commissario straordinario Gioacchino Iraci. “Comprendiamo pienamente i disagi dei cittadini e di chi deve spostarsi per ricevere le cure, in particolare delle persone anziane, fragili o con difficoltà di trasporto. La prossimità delle cure deve però confrontarsi con la disponibilità dei medici e con le competenze e l’esperienza necessarie per assicurare qualità e sicurezza. Non tutte le prestazioni possono essere erogate in ogni sede. Anche per tale ragione stiamo potenziando i percorsi di presa in carico attraverso reti dedicate per patologia, l’attività del Centro di Accoglienza Oncologico (CAO) che dalla sua istituzione ha ricevuto 3893 chiamate, tutte gestite dagli operatori, con riscontri di apprezzamento da parte dell’utenza, i Percorsi di tutela. Da gennaio a settembre 2026 sono stati gestiti ben 1441 Percorsi di tutela, uno strumento fondamentale per individuare una soluzione concreta quando la prestazione non può essere garantita nei tempi richiesti. Vogliamo così assicurare una presa in carico diretta da parte dell’Azienda, affinché nessun utente sia lasciato solo nel proprio percorso assistenziale”.

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