PALERMO – È la battaglia al cosiddetto fenomeno delle “mancette” il primo vero fronte politico aperto dal nuovo corso del Partito Democratico siciliano, guidato dal segretario Peppe Provenzano. Nel mirino dei dem sono finiti i 194 milioni di euro destinati al Fondo interventi territoriali, impiegati – secondo l’accusa dell’opposizione – in modo arbitrario dai deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana per finanziare direttamente Comuni e associazioni locali.
La mappa dei contributi rivela come siano in totale 332 gli enti che hanno beneficiato delle risorse previste dalla manovra, compresa una ristretta manciata di amministrazioni a guida di centrosinistra, un dettaglio che apre il dibattito anche all’interno dello stesso campo progressista.
La denuncia del PD e le critiche alla gestione delle risorse
La presa di posizione del PD guidato da Provenzano punta a contestare la modalità di ripartizione dei fondi regionali, auspicando il ritorno a criteri trasparenti, basati su bandi pubblici e su priorità strategiche di sviluppo territoriali:
- Distribuzione dei fondi: 194 milioni di euro assegnati a 332 enti, tra municipalità ed enti ecclesiastici.
- Le richieste dell’opposizione: Stop ai finanziamenti a pioggia e introduzione di regole certe per la programmazione finanziaria della Regione Siciliana.
Le ricadute sulle dinamiche dell’Ars
L’affondo del PD si preannuncia come uno dei temi caldi della sessione di bilancio e del confronto parlamentare a Palazzo dei Normanni. La sfida lanciata da Provenzano punta a mettere in discussione le prassi consolidate della politica isolana, chiamando sia la maggioranza di centrodestra che le forze dell’opposizione a un cambio di passo nella gestione delle risorse pubbliche.
Ricevi le notizie di WLTV su Telegram, appena escono: iscriviti al canale
