CATANIA – Passare da una gestione frammentaria dell’emergenza a una strutturata e consapevole cultura della prevenzione. È questo l’obiettivo cardine di “Oltre l’emergenza – Governare il dissesto. Dalle crisi alla prevenzione”, l’evento di livello nazionale che dal 12 al 14 novembre trasformerà il complesso Le Ciminiere di Catania nel punto di riferimento italiano per la sicurezza e la tutela del territorio.
Promossa dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, sen. Nello Musumeci, e dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la manifestazione è co-organizzata dall’Università di Catania insieme alla Città Metropolitana di Catania. Più di cinquanta relatori tra rappresentanti delle istituzioni, esperti nazionali, docenti universitari, tecnici e commissari straordinari si confronteranno in un fitto programma di convegni, tavole rotonde e sessioni formative.
La ricerca scientifica al servizio delle decisioni pubbliche
L’Ateneo di Catania sarà uno dei perni centrali dell’iniziativa, allestendo un grande stand espositivo dedicato ai progetti di ricerca applicata condotti dai propri dipartimenti di punta (Di3A, Dsbga e Dicar).
- Le parole del Rettore: “Il dissesto idrogeologico, la vulnerabilità sismica e vulcanica e l’erosione costiera richiedono strumenti avanzati di rilevazione, modelli previsionali e pianificazione territoriale”, ha dichiarato il rettore Enrico Foti. “Il valore di questa iniziativa risiede nel rafforzare il raccordo operativo tra ricerca, istituzioni e imprese, affinché la scienza si traduca in strumenti a supporto delle decisioni pubbliche e in politiche efficaci di riduzione della vulnerabilità.”
Dai tetti verdi ai sensori antisismici: i progetti in vetrina
Nelle aree espositive delle Ciminiere verranno presentati i risultati di numerose ricerche d’avanguardia che spaziano dalla scala locale a scenari internazionali:
- Ingegneria idraulica e soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions): Il Di3A mostra l’efficacia del tetto verde di 900 m² realizzato sul Polo Bioscientifico (capace di trattenere fino al 70% delle piogge e abbattere i picchi di piena) e il giardino della pioggia di 4.400 m² al Tondo Gioeni. Sul fiume Alcantara, nei siti di Cottanera e Passo Moio, il ripristino di aree golenali ha permesso di ricreare zone umide che regolano la portata dei fiumi e tutelano la biodiversità.
- Monitoraggio sismico e infrastrutture: Il Dicar illustrerà le tecnologie per il monitoraggio in tempo reale della copertura del Cargo City di Fiumicino e le sperimentazioni sulla vulnerabilità di centri storici e ponti antichi. Tra i progetti, si evidenziano anche dispositivi per l’assorbimento dell’energia sismica, lo studio sui materiali ricavati dalle ceneri dell’Etna e l’impiego dell’intelligenza artificiale per l’osservazione del vulcano Melbourne in Antartide.
- Erosione costiera e geofisica d’avanguardia: Il Gruppo di Idraulica e Ingegneria Costiera, con i progetti REST-COAST, WETWISE e MARCUS, presenta interventi per il ripristino delle dune e delle praterie di Posidonia nei Pantani della Sicilia sud-orientale. Parallelamente, il gruppo di Geofisica del Dsbga mostrerà come trasforma i segnali microsismici ed infrasonici in strumenti d’allerta per prevenire mareggiate e cicloni mediterranei (WAVEGUARD e SEIS-STORM).
I contributi degli esperti: il rischio Etna e la pianificazione urbana
Oltre alla presenza espositiva, i docenti Unict porteranno contributi di alto profilo scientifico nelle sessioni di dibattito:
- Erosione costiera: La prof.ssa Rosaria Ester Musumeci evidenzierà la necessità di un approccio ibrido alla difesa delle coste, che affianchi a interventi strutturali la rinaturalizzazione e il ripascimento morbido di fronte al moltiplicarsi di eventi estremi e Medicanes.
- Urbanistica e sicurezza: Il prof. Paolo La Greca (Presidente del Centro Nazionale Studi Urbanistici) rimarcherà che “quando l’emergenza diventa stabile va trattata come ordinaria: la sicurezza territoriale è un compito condiviso che richiede integrazione tra urbanistica e partecipazione attiva delle comunità.”
- Rischio vulcanico: Il prof. Marco Viccaro (Presidente dell’Associazione Italiana di Vulcanologia) traccerà il quadro aggiornato sulla pericolosità dell’Etna, focalizzando l’attenzione sui rischi legati alle colate da eruzioni di fianco e richiamando la necessità di diffondere una costante cultura del rischio tra la popolazione.
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