È scontro politico sulla gestione del servizio idrico a Siracusa. Al centro della polemica i ripetuti disservizi che da mesi interessano la città, le responsabilità dell’ATI idrico e il ruolo di Aretusacque. A confrontarsi, a distanza, sono il sindaco di Siracusa e presidente dell’ATI, Francesco Italia, il deputato di Fratelli d’Italia Luca Cannata e il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle.
A dare il via al confronto è stato Italia, che ha replicato alle critiche di Cannata chiamando in causa anche la precedente esperienza amministrativa dell’esponente di FdI ad Avola. Secondo il sindaco, nella città avolese quasi tutte le circa 13 mila utenze sarebbero ancora prive di contatore, con una conseguente fatturazione basata su consumi convenzionali. Italia ha ricordato che nel 2021 furono acquistati appena 300 misuratori e che un successivo progetto pilota su base volontaria registrò poche adesioni.
Nel mirino anche tre progetti per le infrastrutture idriche di Avola, esclusi dal finanziamento regionale per un importo complessivo di oltre 4 milioni di euro: 2,77 milioni per i contatori, 800 mila euro per la condotta di via Petrara e 443 mila euro per il potenziamento della condotta della sorgente Miranda. Il decreto regionale del 17 giugno 2026 avrebbe evidenziato carenze documentali e, nel caso di Miranda, una sovrapposizione progettuale con l’intervento di via Petrara. Italia ha quindi chiesto un confronto sulla documentazione trasmessa, sui protocolli e sui tempi, rivendicando la necessità di accertare le responsabilità.
Il presidente dell’ATI ha inoltre difeso l’attività di controllo su Aretusacque, ricordando che l’Assemblea del 3 novembre ha deliberato una ricognizione degli affidamenti e dei relativi costi. Ha annunciato verifiche anche sui depositi cauzionali relativi a oltre cinquemila utenze campione e la richiesta al gestore di un cronoprogramma per affrontare guasti e interruzioni, compresi quelli riconducibili a problemi elettrici. Aretusacque è subentrata operativamente a Siracusa il 25 giugno 2026.
Dura la replica di Cannata, che ha accusato Italia di comportarsi da osservatore anziché da responsabile del servizio. «I cittadini aprono i rubinetti e non trovano acqua. Italia apre bocca e risponde con arroganza a chi gli chiede conto dei disservizi», ha dichiarato il parlamentare, chiedendo di conoscere prescrizioni impartite, scadenze fissate e risultati ottenuti. Sulla vicenda di Avola ha rivendicato la scelta di mettere gratuitamente a disposizione i misuratori e di chiedere che l’installazione generalizzata fosse programmata e finanziata nell’ambito del servizio idrico provinciale, evitando ulteriori costi per il Comune e per le famiglie.
Cannata ha inoltre chiesto la pubblicazione integrale del fascicolo relativo ai tre progetti esclusi, con richieste, riscontri, integrazioni e documentazione trasmessa alla Regione, affinché siano chiarite le responsabilità del Comune e dell’ATI. Al centro delle sue contestazioni anche gli affidamenti di Aretusacque, i costi, i controlli e la gestione dei depositi cauzionali. «La trasparenza si esercita pubblicando le carte, non selezionando quelle utili alla polemica», ha sottolineato.
A intervenire nel confronto è stato anche il Movimento 5 Stelle di Siracusa, che ha attaccato duramente il sindaco. Per il gruppo territoriale pentastellato, ogni volta che Italia interviene sul tema dell’acqua, i cittadini alle prese con i disservizi non possono che giudicare negativamente le sue parole. I Cinque Stelle gli hanno ricordato il doppio ruolo di sindaco e presidente dell’ATI, sostenendo che da quattro mesi si susseguono guasti e interruzioni con pesanti conseguenze per residenti, attività economiche e turisti.
Il M5S ha inoltre definito «ripetitivo e ridicolo» l’attacco alla gestione pubblica del servizio idrico, contestando l’assenza di esempi concreti a sostegno delle critiche. Nel mirino anche la questione delle bollette e dei depositi cauzionali, ritenuti particolarmente controversi in una fase caratterizzata dalle difficoltà nell’erogazione dell’acqua.
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