La pesante sconfitta di Donald Trump e del Partito Repubblicano nelle elezioni di midterm, che ha consegnato ai Democratici il controllo sia della Camera che del Senato, è legata a una combinazione di gravi contraccolpi economici derivanti dalla guerra in Iran, l’impennata del costo della vita causata da dazi e sanzioni, e il flop dei candidati personali del Presidente.
Gli analisti e gli stessi vertici della Casa Bianca concordano su una serie di fattori cruciali:
- L’impatto economico della guerra in Iran
La causa politica principale, riconosciuta apertamente anche dal vicepresidente JD Vance, è stato il conflitto armato contro l’Iran avviato a febbraio. Questa guerra ha tradito la promessa elettorale originaria di Trump di evitare nuovi conflitti internazionali. I blocchi nello Stretto di Hormuz hanno fatto impennare i prezzi globali del petrolio, traducendosi in un aumento vertiginoso della benzina alla pompa e dei costi dei carburanti negli Stati Uniti. - L’inflazione e la crisi del costo della vita
Quasi 9 elettori su 10 hanno indicato la crisi del costo della vita come il fattore decisivo nella scelta del voto. Oltre ai carburanti, l’inflazione (attestata intorno al 3,7%) e l’aumento dei tassi sui mutui immobiliari hanno messo a dura prova i bilanci familiari. La colpa di questo scenario è stata attribuita direttamente a Trump, le cui politiche commerciali aggressive e i dazi doganali radicali sono stati percepiti dagli americani come un acceleratore del carovita. - Il flop dei candidati “scelti” da Trump
Il voto ha registrato un netto rifiuto dei candidati scelti personalmente da Donald Trump (come la sconfitta della famiglia di Lindsey Graham o di Darline Graham in South Carolina). Lo stesso Trump ha ammesso la sua incapacità di trasferire il proprio consenso personale sulle schede in cui il suo nome non era direttamente presente, dichiarando: “Con me sulla scheda avremmo vinto, ma non si può trasferire quell’amore”. - Lo sfaldamento della coalizione elettorale
Rispetto alle presidenziali, i Repubblicani hanno subito una forte emorragia di voti tra i gruppi demografici chiave che avevano precedentemente sostenuto Trump, in particolare gli elettori ispanici e i giovani tra i 18 e i 34 anni, i quali hanno ritenuto le politiche migratorie ed economiche della Casa Bianca dannose per le proprie comunità.
La concomitanza di questi eventi ha trasformato le midterm in un severo referendum sulla seconda presidenza Trump, riducendolo a un'”anatra zoppa” per i restanti due anni di mandato a causa della solida maggioranza democratica al Congresso
Credo sia importante condividere una riflessione che riguarda tutti noi, anche nel nostro lavoro quotidiano.
La nostra società, di stampo cosiddetto occidentale, sta soccombendo sotto la spinta delle invasioni islamo woke. Stiamo assistendo a un progressivo smantellamento dei valori, delle tradizioni e delle libertà che ci hanno definito per secoli, in nome di un’ideologia che non tollera dissenso e che punta a riscrivere la nostra identità.
Ritengo che, come imprenditori e professionisti, cristiani, non possiamo restare indifferenti. Difendere ciò che siamo significa anche difendere la libertà di impresa, il merito, la nostra cultura e il futuro delle prossime generazioni.
Siamo già – da tempo – sotto attacco ! O no ?
Avv. Giovanni Intravaia
Ricevi le notizie di WLTV su Telegram, appena escono: iscriviti al canale
