Ci sono artisti che attraversano il mondo dello spettacolo e lasciano una traccia. E poi ci sono quelli che, senza forse rendersene nemmeno conto, entrano nella vita delle persone.
Sandro Ghiani è uno di questi. Scrivere di lui non significa semplicemente raccontare la carriera di un attore.
Significa parlare di un volto che appartiene alla memoria di milioni di italiani, di un uomo che attraverso il cinema, la televisione e il teatro ha saputo regalarci qualcosa che oggi sembra sempre più raro: un sorriso sincero.
Quante volte abbiamo visto un suo film?
Quante volte ci siamo ritrovati a ridere davanti a una scena nella quale appariva lui, magari per pochi minuti, ma sufficienti a lasciare il segno?
Perché questa è la grandezza dei caratteristi: non hanno bisogno necessariamente di essere al centro della scena per diventare indimenticabili.
Sandro Ghiani ha saputo trasformare ogni sua apparizione in qualcosa di speciale.
Il suo modo di recitare, la sua espressività, quella particolare ironia e quell’inconfondibile identità sarda hanno fatto di lui uno dei volti più amati della grande commedia italiana.
Ha lavorato con autentici giganti del nostro cinema, da Lino Banfi ad Adriano Celentano, da Carlo Verdone a Diego Abatantuono da Renato Pozzetto a Nino Manfredi, passando attraverso registi e produzioni che hanno scritto pagine importanti della storia cinematografica italiana.
Ma quello che personalmente mi colpisce maggiormente è un’altra cosa.
È la capacità di un artista di entrare nelle case degli italiani e rimanerci per sempre.
Perché i film possono essere vecchi, le pellicole possono avere i colori di un’altra epoca, le mode possono cambiare, ma una risata vera non ha età.
E così, ancora oggi, quando rivediamo quelle commedie, ritroviamo Sandro Ghiani e ritroviamo anche una parte di noi.
Ritroviamo gli anni della nostra giovinezza, le serate davanti alla televisione, le risate in famiglia, gli amici, le battute che abbiamo imparato a memoria e che magari abbiamo ripetuto centinaia di volte.
Questo, a mio avviso, è il regalo più grande che un artista possa lasciare.
Non soltanto una filmografia.
Ma dei ricordi.
E allora oggi voglio dire semplicemente grazie.
Grazie, Sandro, per le risate.
Grazie per la tua professionalità.
Grazie per aver saputo essere un grande interprete senza mai perdere quella naturalezza che ti ha reso così vicino al pubblico.
Grazie per aver contribuito, insieme con tanti straordinari colleghi, a costruire quella commedia italiana che ancora oggi ci fa sorridere e che rappresenta una parte importante della nostra cultura popolare.
E grazie soprattutto per averci regalato momenti di leggerezza.
In un mondo che troppo spesso ci mette davanti dolore, preoccupazioni, divisioni e cattive notizie, ricordare chi ha saputo far ridere milioni di persone diventa quasi un dovere.
Perché far ridere non è una cosa banale.
Far ridere significa regalare qualche minuto di serenità a chi magari ne aveva bisogno.
Significa riuscire a strappare un sorriso a una persona triste.
Significa diventare, anche solo per la durata di un film, una piccola parentesi felice nella vita di qualcuno.
E Sandro Ghiani questo lo ha fatto per generazioni.
Io non posso che rivolgergli il mio personale applauso e il mio più sincero ringraziamento.
Grazie Sandro.
Grazie per ogni battuta, per ogni espressione, per ogni personaggio e per ogni volta che, davanti a uno schermo, ci hai fatto dimenticare per qualche minuto i problemi della vita.
Il cinema conserva i volti.
La memoria conserva le emozioni. E il cuore conserva per sempre le persone che ci hanno fatto sorridere.
Sandro Ghiani, l’attore che suscita buon umore
