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Addio a Franco Baresi, leggenda del Milan e della Nazionale: il “Kaiser Franz” rossonero morto a 66 anni

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Il calcio italiano e mondiale piange Franco Baresi. La bandiera del Milan e della Nazionale italiana è morto a 66 anni. A darne notizia è stato il club rossonero con un messaggio sui social: “La nostra storia in lacrime”.

Baresi era stato operato nel 2025 per un nodulo polmonare. La sua ultima apparizione pubblica di grande rilievo era avvenuta nel febbraio 2026, durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano Cortina, quando era comparso a San Siro con la fiaccola olimpica accanto a Beppe Bergomi. Un’immagine simbolica, nel tempio della sua carriera, insieme a uno storico rivale interista e compagno di lunga militanza in azzurro.

Per il Milan, Franco Baresi è stato molto più di un capitano. È stato il volto di un’epoca, il riferimento tecnico e morale di una squadra attraversata da generazioni diverse e guidata da allenatori come Nils Liedholm, Arrigo Sacchi e Fabio Capello. Vent’anni in rossonero, dal debutto nel 1978 fino all’addio al calcio giocato nel 1997, con la maglia numero 6 diventata un simbolo assoluto e poi ritirata dal club.

Nato calcisticamente come difensore, Baresi ha reinventato il ruolo del libero. Non solo ultimo uomo, ma primo regista della squadra: anticipo, lettura del gioco, personalità, visione e capacità di guidare la linea difensiva. Per questo venne soprannominato “Kaiser Franz”, in omaggio a Franz Beckenbauer, modello ideale di eleganza e autorità applicata alla difesa.

La sua storia rossonera iniziò da giovanissimo. Orfano a 14 anni, arrivò al Milan dopo essere stato scartato dall’Inter, dove giocava il fratello Beppe. Esordì in Serie A nell’aprile 1978, a 17 anni, contro il Verona. Lo chiamavano “Piscinin”, il piccolino, ma presto quel ragazzo esile divenne il leader del reparto arretrato e poi il capitano di una delle squadre più vincenti della storia del calcio.

Con il Milan ha vinto 6 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, oltre a Supercoppe europee e italiane. Fu protagonista del grande ciclo rossonero tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, al fianco di campioni come Paolo Maldini, Alessandro Costacurta, Mauro Tassotti, Ruud Gullit, Frank Rijkaard e Marco van Basten.

Baresi restò legato al Milan anche nei momenti più difficili, comprese le retrocessioni del 1980 e del 1982. Una fedeltà che ne ha rafforzato il mito tra i tifosi, fino all’elezione a “Milanista del secolo” in occasione del centenario del club. La fascia da capitano, indossata per 15 anni, è rimasta nell’immaginario rossonero come una delle icone più forti della storia milanista.

Con la Nazionale italiana vinse il Mondiale del 1982 in Spagna, pur senza scendere in campo. Dodici anni dopo fu protagonista della finale di Usa ’94 contro il Brasile, a Pasadena. Rientrò dopo un infortunio al menisco e disputò una partita di enorme intensità, diventata una delle immagini più forti della sua carriera. Il rigore sbagliato nella lotteria finale e le lacrime successive restano una pagina dolorosa ma indimenticabile del calcio italiano.

Difensore totale, capitano silenzioso e leader riconosciuto, Franco Baresi lascia un’eredità sportiva immensa. La sua numero 6 ritirata, i successi internazionali, il legame indissolubile con San Siro e con il Milan, la maglia azzurra e il ricordo di una carriera vissuta sempre ai massimi livelli consegnano il suo nome alla storia del calcio.

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