Il disagio che si star verificando dall’8 agosto all’aeroporto di Catania porta con sé critiche, risoluzioni e proposte. Come quella dell’ex presidente della circoscrizione Grottasanta Paolo Strazzulla che avanza quella di prevedere a Siracusa un aeroporto.
“Non possiamo continuare – dice Strazzulla – a gestire come emergenza un problema che si ripresenta da decenni. Siracusa deve essere protagonista della programmazione infrastrutturale della Sicilia orientale. Le recenti dichiarazioni del ministro Nello Musumeci sulla vulnerabilità dell’aeroporto di Catania e sulla necessità di una programmazione infrastrutturale di lungo periodo riaprono una questione che non può più essere rinviata“.
Nel 1999 Nello Musumeci ha accennato delle conseguenze sullo scalo Fontanarossa per l’attività dell’Etna con l’ipotesi di delocalizzazione dell’aeroporto, arrivando anche a elaborare uno studio preliminare per una nuova infrastruttura nella Piana tra Catania ed Enna. “Sono trascorsi quasi trent’anni e oggi ci troviamo nuovamente a discutere dello stesso problema“.
E con cancellazioni, dirottamenti e migliaia di passeggeri in difficoltà con conseguenze anche sull’economia della Sicilia orientale, sul turismo, sulle strutture ricettive, sulle imprese e sui lavoratori.
“Condivido la necessità, evidenziata dal ministro Musumeci, di guardare oltre l’emergenza e di aprire una riflessione seria sul futuro del sistema aeroportuale siciliano, ma credo che questa riflessione debba comprendere tutte le possibili alternative e, soprattutto, non possa escludere a priori il territorio di Siracusa”.
La proposta di Strazzulla
L’ex presidente chiede alla Regione Siciliana e al Governo nazionale di promuovere uno studio di fattibilità indipendente sulla possibilità di realizzare un aeroporto nel territorio siracusano, specie nell’area compresa tra Siracusa, Cassibile e Avola.
“Non sto proponendo di costruire un aeroporto domani – precisa Strazzulla – e non sostengo che debba essere realizzato a qualsiasi costo. Chiedo semplicemente che venga verificata concretamente la possibilità. Saranno gli studi tecnici a stabilire se esistano le condizioni”.
Lo studio dovrebbe prendere in considerazione:
- sicurezza aeroportuale
- vincoli ambientali e urbanistici
- caratteristiche del territorio
- traffico potenziale
- sostenibilità economica
- collegamenti ferroviari e stradali, distanza dagli altri scali
- compatibilità ambientale
- ricadute sul turismo e sull’economia del territorio.
Secondo Strazzulla, la questione assume ancora maggiore importanza alla luce della crescita turistica della Sicilia: “L’attrattività senza infrastrutture adeguate rischia di trasformarsi in una grande opportunità persa. Non basta avere un territorio straordinario: bisogna essere in grado di collegarlo, accoglierlo e valorizzarlo“.
Valutare la proposta anche in relazione al ruolo culturale di Siracusa
“Siracusa – aggiunge – ha una posizione strategica, un patrimonio storico e culturale di valore mondiale, una forte vocazione turistica e portuale. Non possiamo continuare a considerarla soltanto un territorio che utilizza infrastrutture progettate e programmate altrove”.
La proposta, inoltre, rimarca Strazzulla non vuole essere una contrapposizione con Catania o Comiso.
“Il potenziamento degli aeroporti esistenti è necessario. Ma una vera programmazione deve guardare ai prossimi venti o trent’anni e valutare tutte le possibilità. Non si tratta di togliere qualcosa a qualcuno, ma di capire quali infrastrutture serviranno alla Sicilia orientale nel futuro.
Gli autobus straordinari, i treni aggiuntivi e l’assistenza ai passeggeri sono indispensabili per affrontare l’emergenza di oggi. Uno studio di fattibilità può invece aiutarci a progettare il sistema aeroportuale di domani.”
