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Bongiovanni: “Casa di reclusione di Augusta in parte da chiudere”

Nuova aggressione ai danni di un agente di polizia penitenziaria alla casa di reclusione di Augusta. Dopo le cure al pronto soccorso, è rientrata in servizio. Qualche giorno fa sono stati ritrovati gli ennesimi telefonini. “La Notizia vera purtroppo – afferma Nello Bongiovanni, segretario del Sippe – è che la casa di reclusione di Augusta, a nostro avviso, andrebbe chiusa almeno in parte, poiché le problematiche strutturali sono diventate oramai insostenibili, come ad esempio le infiltrazioni di acqua, impianto elettrico obsoleto, mancanza di acqua calda, mancanza di acqua potabile, rischi seri di cedimenti, bagni e docce sia per i detenuti sia per gli agenti quasi inagibili, ecc.. Alla C.R. di Augusta ci sono 588 detenuti e ne potrebbe contenere la metà, se poi aggiungiamo Personale di P.P. con pochi anni di servizio che devono addirittura svolgere le mansioni senza nessuna preparazione di quella dei sottoufficiali, capite bene che la situazione è diventata gravissima. Una buona parte di questi detenuti hanno una serie di problematiche e non ci sono le condizioni, i mezzi e
le risorse umane per poterli curare, gestirli, controllarli, ecc. Alla C.R. di Augusta esiste pure una problematica anche tra il Comparto Ministeri, perché non si comprendono tutte queste inefficienze che ci sono che poi si ripercuotono nella gestione dell’intero Istituto Penitenziario. Inoltre in alcune sezioni difatti in pratica non c’è più sicurezza per nessuno, ma nessuno parla, nessuno agisce, nessuno indaga, si aspetta solamente l’evento grave per accusare l’ultimo mal capitato. L’USPP non ci sta più alla C.R. di Augusta bisogna agire in fretta, ci risulta che c’è stata un’ispezione vorremmo capire cosa hanno visto e relazionato. Ribadiamo che la situazione è gravissima quindi ci auguriamo che chiunque abbia un ruolo in questo contesto intervenga urgentemente”.

By Redazione

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