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Caro gasolio, le associazioni: «Siracusa annaspa»

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SIRACUSA, 17 settembre 2026 – Il prezzo del gasolio continua a crescere e mette sotto pressione il settore dell’autotrasporto, con possibili ripercussioni sull’intera economia. A lanciare l’allarme è Unicoop Siracusa, Unione Cooperative Italiane, secondo cui l’aumento dei carburanti rischia di aggravare le difficoltà di imprese, agricoltori, commercianti e famiglie.

Il trasporto su gomma rappresenta infatti il principale vettore logistico per la movimentazione delle merci. Secondo i dati citati dall’organizzazione, il gasolio self ha superato quota 2,24 euro al litro, mentre oltre il 92% delle merci trasportate via terra in Italia, in termini di tonnellate, viaggia su strada, come rilevato dall’Istat.

«L’autotrasporto non è un settore tra gli altri, ma la circolazione sanguigna dell’economia reale», dichiara il vicepresidente vicario di Unicoop Siracusa, Salvo Piccione. «Se i costi del carburante aumentano in modo incontrollato, i margini già ridotti delle imprese si comprimono ulteriormente e l’intera catena produttiva entra in difficoltà. Siracusa, con un’economia fortemente legata all’agricoltura, al commercio e alla piccola impresa, non può permetterselo».

Il rincaro del gasolio, sottolinea Unicoop, non si limita a incidere sui bilanci delle aziende di trasporto, ma si riflette progressivamente su tutta la filiera. L’aumento dei costi passa dal trasportatore al produttore, raggiunge il commerciante e la distribuzione, fino a ripercuotersi sui prezzi finali pagati dai consumatori.

«Ogni aumento alla pompa rischia di trasformarsi in un aumento sullo scontrino», aggiunge il direttore provinciale di Unicoop Siracusa, Paolo Campisi. «A pagare non è soltanto l’autotrasportatore, ma anche l’agricoltore, il commerciante e, soprattutto, il consumatore. È una pressione economica che attraversa l’intera filiera».

Per questo Unicoop Siracusa chiede interventi strutturali, che vadano oltre le misure emergenziali. L’obiettivo è contenere l’incidenza del carburante sui costi del trasporto, sostenere le imprese maggiormente esposte e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie.

«Non servono risposte limitate a pochi giorni», concludono Piccione e Campisi. «Occorre una politica seria sulla logistica e sul costo dell’energia. Senza trasporto non c’è produzione che possa arrivare al mercato e senza imprese sostenibili il conto finisce per ricadere su tutti. Chiediamo alla Prefettura di Siracusa di rappresentare al Governo nazionale il disagio del territorio».

Secondo Unicoop, la situazione richiede interventi tempestivi per evitare che il caro carburante finisca per rallentare ulteriormente l’economia siracusana.

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