La nube dell’Etna non retrocede e con essa nemmeno l’attività vulcanica, mentre arriva la proroga di chiusura fino alle ore 2.00 di sabato 15 agosto 2026 per l’aeroporto di Fontanarossa.
I dati, nel frattempo fanno emergere le difficoltà per compagnie aeree e viaggiatori. Secondo la Sac fa sapere che nel periodo compreso tra il 6 e il 12 agosto, circa 630 voli previsti sono stati dirottati verso gli altri scali Comiso, Palermo, Trapani e Lamezia Terme.
Nello stesso periodo per lo scalo di Catania erano previsti circa 1.974 voli di cui circa il 36% è stato cancellato. Oltre centomila i passeggeri inermi per la potenza dell’Etna, chiedono interventi e alternative rapide per tamponare l’emergenza. Prima fra tutte: l’apertura dello scalo militare di Sigonella al traffico civile, come già accaduto nel novembre-dicembre 2012, in concomitanza con i lavori di rifacimento delle piste di Catania Fontanarossa.
L’aeroporto di Sigonella è funzionale al 100% e non ha subito alcuno stop in questa settimana. Anche per la giornata di oggi 14 agosto non risultato attivi NOTAM di chiusura o restrizioni operative straordinarie per la stazione aeronavale italiana, USA e NATO di Sigonella.
E mentre si parla di alternative e proposte per nuovi aeroporti, come quello a Siracusa, torna alla memoria marzo 2011 quando l’aeroporto di Trapani-Birgi fu chiuso al traffico civile a causa della guerra in Libia e conversione in centro strategico per i cacciabombardieri della coalizione internazionale che mise a ferro e fuoco la Libia guidata da Gheddafi.
La domanda, dunque, che in molti si pongono è: perché non rendere l’aeroporto di Sigonella a uso civile?
